Piccolo resoconto dalla Bit di Milano sulla nostra città

La Borsa Internazionale del Turismo si è svolta negli spazi espositivi di Fieramilano dal 16 al 19 febbraio con la presenza di ben 2.287 espositori in rappresentanza di 130 paesi del mondo.  Per quanto riguarda il Belpaese, a rappresentare il Mezzogiorno è soltanto il 12% degli stand, tra cui spicca quello di Cefalù.

E’ dagli anni ’70 che Cefalù non ha il suo stand qui alla Borsa Internazionale del turismo – dice accogliendoci Salvatore Marsala, promotore del ritorno della cittadina normanna alla Bit – fisso ancora un’istante le magnifiche foto di Nunzio Turdo che ritraggono, in ben ventiquattro scatti, alcuni degli scorci più belli del borgo marinaro, la cattedrale ecc, e pongo la prima questione: cosa vuol dire per lei portare la nostra città a quest’importante fiera turistica?  Mi risponde che per lui innanzitutto è motivo d’orgoglio far riscoprire Cefalù a chi c’è già stato, farla conoscere ai pochi che non la conoscono e soprattutto spiegare con pienezza cos’è la nostra cittadina: un unicum d’arte, tradizioni ed innovazioni, un raro connubbio fra terra e mare, neve e spiagge. Così come lo è la sua cucina, che abbina piatti della tradizione marinara coi prodotti della terra. Effettivamente a Cefalù non manca proprio nulla per essere una località turistica 365 giorni l’anno e Salvatore Marsala ci tiene a precisarlo, ricordando che i nostri panorami e la nostra natura spaziano dalle spiagge del lungomare e le coste a strapiombo del pittoresco borgo di  Sant’Ambrogio ai querceti e ai boschi di frassini di Gibilmanna, ma più in generale ai paesaggi montani delle Madonie. Luoghi che appunto mescolano bellezze naturali e magnificenze artistiche, come la celeberrima cattedrale che al suo interno ospita il sublime Cristo Pantocratore, e il Santuario di Gibilmanna dedicato alla Santissima Vergine col suo fascino un pò romito.  Le strutture ricettive sono un’altra eccellenza: spaziando dalle due alle cinque stelle lusso, sono in grado di offrire proposte di soggiorno per tutte le esigenze. Ma è sulla cultura che vuole porre l’accento ricordando dipinti come “Ritratto d’ignoto Marinaio” – che se mi concedete è un pò diventata l’icona di cefalù assieme alla cattedrale – e  la vanitas  ritratta da  Angelo Caroselli, discepolo di Caravaggio scoperta da poco dall’illustre critico d’arte On. Sgarbi.
Che dire, Cefalù vista da Milano fa proprio un figurone, quasi meglio che vista da vicino. Essì, perchè se la guardi più attentamente poi scopri che il comune non ha messo un’euro per questa iniziativa e che  è stata portata avanti solo grazie al contributo di volenterosi imprenditori – medi e piccoli – che credono ancora nella risorsa “Cefalù”, ovviamente mi riferisco alla città nella sua interezza, a tutto quello che ha da offrire grazie al suo inestimabile patrimonio.
Si congedano i gestori dello stand “cefalùcity” dicendomi che la prossima tappa sarà Londra, beh che dire: Ad Maiora!

Davide Bellavia