Soccorso alpino: prudenza sulla neve, ecco il vademecum

La presenza della neve in Sicilia, soprattutto sulle Madonie da fine dicembre, ha invogliato i turisti a muovere verso le tradizionali stazioni sciistiche, Piano Battaglia perla Sicilia Occidentalee l’Etna perla Sicilia Orientale.“Purtroppo non sempre chi si reca sulla neve è un esperto di montagna, e spesso, una bella giornata di divertimento può trasformarsi in una disavventura o peggio” sottolinea Giorgio Bisagna, presidente del Servizio Sicilia del Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) ricordando i dati allarmanti che riguardano il solo comprensorio di Piano Battaglia dove dall’1 gennaio ad oggi, nell’ambito del progetto sicuri sulla neve varato insieme alla direzione Protezione civile della Provincia di Palermo, sono stati eseguiti 49 interventi di soccorso sanitario, di cui il 70% per sospette fratture, seguiti da casi di ipotermia, contusioni e lesioni varie.

“Eppure – spiegano Bisagna - bastano pochi accorgimenti per non farsi male”. Il Soccorso alpino approfitta della vigilia di un altro week end sulla neve per diffondere un “vademecum in bianco” cominciando dall’approccio con la montagna: “Anche una gita domenicale sulla neve ad una quota di1.600 metrisul livello del mare – sottolinea il presidente regionale del Copro nazionale soccorso alpino e speleologico - non è una normale scampagnata primaverile e deve essere affrontata con prudenza e rispetto per l’ambiente”.

Innanzitutto l’abbigliamento, che deve essere a “cipolla” ovvero a strati, evitando quindi pochi capi di abbigliamento molto termici, ma che, se levati, lasciano eccessivamente scoperti, meglio invece calzamaglie e doppie calze, pantaloni in goretex o assimilabili, maglia di lana, camicia e pile o maglione, e giacca a vento con interno staccabile. In relazione al movimento, alle temperature ed alle condizioni meteo, i vari capi di abbigliamento potranno così essere indossati o levati in maniera graduale.

Anche le calzature meritano un cenno. I doposci, tanto usati, come dice la parola, servono a far riposare il piede dopo una giornata calzando i rigidi scarponi da sci, ma sono scarpe, di solito, con scarsa resistenza all’umidità e, se usate per un’intera giornata all’aperto sulla neve, soprattutto se di non altissima qualità, tendono a far entrare neve sciolta, cioè acqua. Meglio quindi comodi scarponi da trekking invernale. Da non dimenticare mai, comunque, un ricambio di calze.

Importante anche evitare di bere alcolici per “riscaldarsi”: in realtà contribuiscono solo a far crollare la temperatura corporea, a causa della vasodilatazione. Meglio un thermos di the caldo ben zuccherato.

Altro capitolo riguarda i “giochi sulla neve”: al bando sacchetti di immondizia, gomme di automobile, teli in pvc, da utilizzare come slittini improvvisati, sono pericolosissimi, così come le ormai usuali padelle, se non utilizzate in maniera corretta, ovverossia, su pendii non eccessivamente inclinati, e con neve fresca e non ghiacciata.

Micidiale anche la cosiddetta “discesa a trenino”, su un solo slittino o mettendo in fila le “palette”. Quando comunque si effettua una discesa con lo slittino, bisogna controllare accuratamente la linea di discesa, che non presenti sassi affioranti, alberi e, soprattutto, persone in transito. In caso di neve ghiacciata le divertenti scivolate possono anche costare la vita, il ghiaccio si affronta solo con piccozza e ramponi, o sulle piste con i pattini da ghiaccio.

Una particolare attenzione deve essere prestata ai bambini che devono comunque essere preservati da prolungate esposizione a rigide temperature cui non sono solitamente abituati ed evitare che si inzuppino con la neve.

“Pochi accorgimenti quindi, di mero buon senso e prudenza, possono così lasciare il ricordo di una bella giornata nella natura, ed invogliare una frequenza della montagna più assidua e consapevole, magari insieme al Club alpino italiano o alle tante associazioni che si occupano di turismo in montagna” conclude Giorgio Bisagna.