Piano Battaglia, il sindaco di Petralia Santo Inguaggiato scrive alla Provincia
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- Mario Li Puma
Dopo al giornata caotica di domenica in cui migliaia di gitanti non sono potuti arricare a Piano Battaglia, visto il flop della task force preparata dalla Provincia, il sindaco di Petralia Sottana, Santo Inguaggiato (nella foto accanto), scrive una lettera alla Provincia. Ecco il testo completo.
"Quella che doveva essere una allegra escursione a Piano Battaglia attraverso la S.P.54, per migliaia di turisti giunti dal versante di Petralia, si è trasformata in una giornata di disagi per l’assenza totale della Provincia Regionale di Palermo. Dei trenta uomini del servizio di Protezione Civile annunciati oggi sulla stampa, il primo è giunto in località Gorgo Nero (Parco Avventura), a 4 km del centro abitato, alle ore 16.05. Se sono stati evitati disagi ancora più gravi, e soprattutto incidenti, lo si deve al cospicuo dispiegamento di uomini del Corpo Forestale del Distaccamento di Petralia, ai numerosi
Carabinieri del Comando di Petralia, alla presenza dei volontari della P.A.I.M., e agli uomini del servizio di Protezione Civile del nostro Comune (Ufficio Tecnico, Vigili Urbani e operai ) che si sono impegnati, fin dalle prime luci dell’alba, con i mezzi spalaneve per garantire l’accesso all’ospedale e a fornire la necessaria assistenza per la circolazione dell’autoambulanza e l’arrivo dell’eliambulanza. E sono stati i nostri mezzi, dirottati prontamente, a liberare circa 4 km di strada provinciale dalla neve per consentire il parcheggio di pullman, oltre 50, e automobili, circa 200.
È vero che la neve caduta la scorsa notte ha complicato il lavoro degli uomini della Provincia, ma sono altrettanto evidenti l’insufficienza dei mezzi e l’inadeguatezza organizzativa a fronte una ordinaria anche se intensa nevicata e non un’emergenza neve come qualcuno con enfasi l’ha chiamata. La Provincia deve riclassificare le proprie scelte e decidere se investire in tutte le direzioni per valorizzare e promuovere Piano Battaglia, località sulla quale ha prerogative ma anche precisi doveri, oppure se non debba assieme al territorio pensare ad una nuova organizzazione, trasferendo le necessarie risorse. È chiaro che ciò che è accaduto oggi, con 3000 gitanti rimasti all’ingresso di Petralia, non si deve più ripetere poiché deturpa l’immagine della nostra realtà e procura danni economici, immediati e in prospettiva, ma soprattutto vanifica gli sforzi e smorza la tensione di tutti coloro che -amministratori, operatori economici, operatori turistici e associazioniogni giorno sono impegnati per il futuro delle Madonie."