BAGHERIA. CINQUE ARRESTI PER CONCUSSIONE A DANNO DI ANZIANI E PORTATORI DI HANDICAP
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FINO A 2.000 EURO PER ACCELERARE IL RICONOSCIMENTO DELL’INVALIDITA’ CIVILE
I Carabinieri di Palermo hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal GIP del Tribunale di Palermo (Dott. Morosini) a carico di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla concussione.
L’operazione è l’epilogo di una complessa attività investigativa condotta dai Carabinieri della Compagnia di Bagheria con la direzione del Sostituto Procuratore Maurizio AGNELLO, magistrato del “Gruppo reati contro la Pubblica Amministrazione” costituito nell’ambito della Procura della Repubblica di Palermo e guidato dal Procuratore Aggiunto Leonardo AGUECI.
Le indagini hanno preso l’avvio dalla denuncia presentata ai militari dell’Arma da parte di una casalinga 50enne, madre di una ragazza appena 18enne affetta da gravi handicap psicomotori e per questo in attesa di ricevere la pensione d’invalidità civile. La signora, infatti, preoccupata per i ritardi che subiva l’iter amministrativo, si era rivolta all’Ufficio INPS di Bagheria dove un funzionario le aveva diretto una chiara richiesta di denaro per “sbloccare” la procedura.
Il racconto della signora, evidentemente preoccupata per il sostentamento della figlia, determinava la rapida attivazione delle indagini che lasciavano emergere un quadro delinquenziale assai più esteso tanto da configurare una vera e propria associazione per delinquere.
La procedura per il riconoscimento della pensione per invalidità civile viene avviata con un’istanza alla Prefettura che provvede all’istruzione della pratica, corredata dei controlli medico legali svolti dall’Azienda Sanitaria Provinciale per determinare il grado di inabilità. In caso di accoglimento, la Prefettura trasmette il relativo decreto all’Ufficio INPS competente per territorio che dispone la liquidazione delle somme spettanti. I tempi di definizione dell’iter amministrativo non sono rapidi - in media due anni - implicando accertamenti medici a volte complessi e tenuto conto dell’elevato numero delle richieste.
In questo contesto maturano le condotte illecite consumate dagli indagati: pubblici ufficiali senza remore coadiuvati da intermediari, veri e propri “procacciatori” di affari, non senza accenni di vera e propria soggezione delle vittime, speranzose di vedere evase le proprie legittime istanze.
In particolare, AIELLO Antonino pensionato 70enne di Ficarazzi, ALAIMO Salvatore cameriere in un bar di Bagheria 50enne e SCIORTINO Giacinto pensionato di Bagheria 70enne, ricercavano le potenziali vittime e intrattenevano con loro i contatti durante tutto l’iter illecito della pratica. MIRABELLA Vincenzo 40enne palermitano, addetto al servizio d’invalidità civile presso la Prefettura, si occupava di “estrarre” le pratiche “segnalate”, verificare lo stato dei relativi procedimenti e quindi accelerare la formazione dei decreti ovvero rallentarne l’iter quando le richieste di denaro non fossero corrisposte. Per ultimo, SCARDINA Agostino 60enne bagherese impiegato presso l’ufficio INPS di Bagheria riceveva le pratiche e le poneva in liquidazione procurando una “corsia preferenziale”.
Gli indagati naturalmente si preoccupavano di riscuotere i propri compensi illeciti e le facilitazioni si concretizzavano solo quando le somme pattuite fossero state effettivamente corrisposte in contanti. In effetti, le indagini hanno fatto emergere anche casi in cui, a fronte di ripensamenti da parte delle vittime colte da difficoltà di liquidità, il gruppo criminale procurava artatamente il “congelamento” della pratica, quale forma di pressione per conseguire l’illecito profitto.
Il compenso era fissato al 10% delle somme spettanti alle vittime quali arretrati: in concreto dai 500 ai 2000 euro, successivamente ripartiti tra i correi.
Il tutto – è appena il caso di ricordare - in un contesto di bisogno economico e di disagio familiare procurato da malattie invalidanti e handicap anche assai gravi, che rende ancor più odioso il sistema criminale appurato. Su questo stato di bisogno, infatti, confidavano le richieste degli indagati, in alcuni casi assai pressanti, lasciando intravedere alle vittime un allungamento artificioso e quasi “sine die” dei tempi burocratici.
Le indagini hanno accertato nove episodi, riferiti a posizioni amministrative il cui iter “deviato” è stato seguito dai militari dell’Arma con la collaborazione della Prefettura e dell’INPS, e proseguono per individuare altri casi eventualmente condizionati.
GENERALITA’ ARRESTATI:
- AIELLO Antonino, nato a Bagheria il 24.07.1940; residente a Ficarazzi in via Guglielmo Marconi;
- SCARDINA Agostino, nato a Bagheria il 23.01.1952; ivi residente in via G.Salernitana;
- MIRABELLA Vincenzo, nato a Palermo il 22.07.1972; ivi residente in via Marcellini;
- ALAIMO Salvatore, nato a Bagheria il 04.07.1958; ivi residente in via Sant’Isidoro;
- SCIORTINO Giacinto, nato a Bagheria il 14.05.1940; ivi residente in via Corradino di Svevia.