SPECCHI LISCI
- Cefalù,
- Speciali,
- Redazione
Ho ascoltato con viva soddisfazione, mista a sgomento, lo scambio ideologico tra Marco Larosa e Roberto Corsello proposto su Radio Cammarata.
L'ottimo Marco ha avuto finalmente il coraggio di esplicitare all'opinione pubblica come il comportamento di Corsello non fosse in alcun modo in linea con i programmi e gli intenti del PDL.
Ossia che l'appoggio dato dall'avvocato alla giunta Guercio non era affatto nella linea del partito.
Apriti cielo.
Telefonata in diretta dello sconsolato avvocato che rimproverava a Marco "di averlo ferito" (in battaglia?) rivendicando che egli ha agito secondo la linea del partito e cioè appoggiare per sei mesi la giunta per poi stabilire il da farsi.
Sembrerebbe una diatriba senza vincitori se non ci fosse stata la dichiarazione di Simona Vicari fatta il giorno della inaugurazione della sede PDL a Cefalù.
In quella circostanza la senatrice ha testualmente dichiarato che "chiunque abbia appoggiato la giunta Guercio lo ha fatto a titolo personale in totale contrasto con la linea del partito".
Ora, l'avvocato Corsello era presente ed ascoltante rispetto a tale affermazione eppure non ha affatto preso la parola per giustificare o quanto meno contrapporsi a tale dichiarazione definitiva.
Egli è rimasto in silenzio senza profferire verbo.
Qualora avesse agito nel giusto delle direttive del partito avrebbe certamente replicato con ardore a tale improvvida dichiarazione, quantomeno per riaffermare la sua fedeltà al partito ed evitare, così, la scomunica.
Ma tutto ciò non è accaduto.
E questo poiché la sua volontà coincide precisamente con il suo operato.
L'avvocato Corsello ha voluto, di sua spontanea iniziativa ed a livello assolutamente personale, salvare la giunta Guercio dalla sua naturale esautorazione, per la legittima aspirazione di poter fare il vicesindaco.
Legittima ma contraria al mandato elettorale che egli ha ricevuto.
A meno di non voler dichiarare che la senatrice Vicari è una bugiarda.
Questa vicenda della dichiarazione Vicari non ha avuto l’eco che meritava in quanto alla inaugurazione della sede PDL non vi erano organi di informazione a riportarne i contenuti.
Ma, mi chiedo, se ci fossero stati, e avessero riportato tale assunto, l’avvocato Corsello avrebbe replicato dicendo che la Vicari prende fischi per fiaschi? E visto che, in ogni caso, la notizia è uscita, potrebbe farlo anche adesso, o no?
Ora egli, nella sua conversazione telefonica con Marco Larosa, rivendica il suo essere una persona onesta.
E chi lo nega. Roberto Corsello è certamente una brava persona.
Non è questo il punto dolens ed egli lo sa.
Egli ritiene che un discorso in politichese stretto, quale ha fatto a Radio Cammarata, possa riaccreditarlo come possibile candidato del PDL alle prossime elezioni.
E questo accade soprattutto perché anche lo stesso PDL non ha fatto la sua parte in questo periodo.
Cioè se Corsello ritiene di potersi riciclare quale possibile consigliere ciò è dovuto all'assoluta inerzia del partito che non ha posto in atto finora il provvedimento più idoneo alla bisogna.
Ossia, se è vero che le dichiarazioni di Simona Vicari sono veritiere, e non ho dubbi in proposito visto che non sono state smentite da alcuno, Roberto Corsello andava da tempo espulso dal partito per averne tradito la linea politica.
Né è auspicabile un suo "recupero", come ho sentito dire, in quanto ciò sarebbe difficile da spiegare ad un elettorato che, all'epoca, ha votato contro l'amministrazione Guercio e quindi non può tollerare una ricandidatura Corsello nelle file del PDL.
Ciò farebbe precipitare il partito ancor più nel surreale e renderebbe impossibile una campagna elettorale tesa a rivendicare una qualsiasi discontinuità dalla giunta precedente.
E questo porta ad una sola conclusione logica: il PDL, non può in alcun modo riprendere tra le sua fila l'avvocato Corsello. E l’espulsione dell’avvocato è un atto dovuto ancorché tardivo.
Ciònondimeno egli è e rimane una brava persona.
Ma questo è un altro discorso.
Claudio Barbera