A/20,COLONNINE DI SOCCORSO GIOCATTOLO E IL CAS LI COPRE!
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Un telo di cellophane copre ormai da qualche settimana le colonnine di soccorso che si trovano ai margini dell´autostrada Messina-Palermo. Il motivo della decisione è presto detto. Le apparecchiature che dovrebbero consentire agli automobilisti di segnalare un incidente o una difficoltà, non funzionano. Ma non si tratta di un problema sopraggiunto negli ultimi mesi.
Da molti anni quelle colonnine hanno rappresentato un semplice elemento architettonico. Non sono mai state collegate con la fibra ottica. Dal Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) fanno sapere che le colonnine sono state ricoperte proprio per evitare che qualcuno (nella "sciagurata" ipotesi dovesse considerarle attive, si fermasse per chiedere aiuto rappresentando un ulteriore pericolo per la circolazione). Nel frattempo sono state attivate le procedure per sostituirle ed attivarle. Ma si sa, i tempi per queste cose, soprattutto in Sicilia, sono molto lunghi.
"Chi viaggia in autostrada non è mai solo: la Polizia Stradale e il personale di servizio sono pronti ad intervenire in ogni momento grazie anche alle Colonnine S.O.S. installate lungo le corsie di emergenza, ogni due chilometri" recita beffardamente sul sito di Autostrade per l´Italia la pagina dedicata a queste apparecchiature.
Ma la Messina-Palermo non sembra rappresentare una autostrada italiana. E´ una terra di nessuno nella quale, come ha portato recentemente alla luce l´inchiesta della procura di Patti sfociata a dicembre nel sequestro di due gallerie, non vengono investiti da tempo immemorabile soldi per la manutenzione. La stessa inchiesta che ha già evidenziato come siano ornamentali anche gli aeratori delle gallerie. In quella di Tindari attualmente aperta a doppio senso di circolazione, su 14 ne funzionavano soltanto due. In generale sono tutti privi di opacimetro, ovvero quel rilevatore di fumo e polveri che dovrebbe attivare gli aeratori automaticamente in caso di emergenza. Detto in parole povere, in caso di incidente o presenza di fumi, spetta al personale attivarli manualmente.
Uno degli aspetti che la polizia giudiziaria di Patti sta approfondendo proprio in questi ultimi giorni acquisendo ulteriori riscontri sul mancato impiego dei fondi per la manutenzione che il contratto con l´Anas prevedeva. I soldi dei pedaggi sono andati altrove durante le numerose gestioni commissariali che si sono susseguite e per questo gli inquirenti stanno tentando di individuarne il tragitto.