Cefalù Possibile- Programma Sanita'

    L’ospedale di Cefalù allocato in una struttura creata secondo moderni criteri di edilizia sanitaria sulla ridente collina cefaludese, dotato di moderne attrezzature all’avanguardia tecnologica, dalla TAC alla Rnm, dal laboratorio di immunoematologia e trasfusionale a un efficiente reparto di anestesia e rianimazione, è stato ritenuto idoneo dalla Regione Siciliana  per effettuare una sperimentazione gestionale pubblico-privato.
     E’ stata allo scopo creata una fondazione: L’Istituto Fondazione San Raffaele Giglio costituito tra tre enti pubblici , la Regione, l’ASP di Palermo, il Comune di Cefalù e la Fondazione privata San Raffaele del Monte Tabor di Milano, effettuare tale sperimentazione, che, iniziata il 1/7/2003 per un quinquennio è stata è stata prorogata nel 2008 fino al 30/6/2013:
     La sperimentazione, nata per annullare le passività della gestione pubblica, per ridurre la migrazione sanitaria passiva dalla Sicilia verso il nord o l’estero, e con una prevalente mission oncologica e per le alte specialità, specie all’inizio si è mostrata molto utile, consentendo, senza abbandonare le funzioni di ospedale generale, con l’avvallamento di specialisti di alto livello provenienti da Milano, e con degli stage effettuati  nelle stesse  strutture milanesi, alla formazione e all’addestramento sia del personale proveniente dal vecchio ospedale pubblico che del nuovo assunto dalla costituita Fondazione.
     I benefici dell’intervento si sono risentiti in un bacino di utenza non  limitato al Distretto sanitario di Cefalù, ma esteso alle Madonie, nonché ai Comuni vicini della Provincia di Messina, a quelli della Valle dell’Imera e anche oltre.
     Anche se si erano già verificati dei problemi riguardo alla pletora di personale amministrativo, e alla mancanza di trasparenza nelle consulenze e nelle  assunzioni e negli incarichi affidati, specie dei responsabili delle strutture semplici e complesse, l’esperimento avrebbe potuto probabilmente concludersi positivamente.
     Negli ultimi tempi però, specie nel corso della proroga della sperimentazione, tali funzioni si sono appannate e si sono evidenziate delle criticità , che si possono riassumere come segue.
I)    Deficit finanziario che dalla relazione del Direttore Generale svolta al Consiglio Comunale di Cefalù  si aggirerebbe intorno ai 40 milioni di euro, oltre altrettanti milioni circa di prestazioni non appropriate non riconosciute dall’ASP e dall’ASSESSORATO SANITA’, attualmente sembra in contenzioso, dovuto forse anche alla connessa mancata attivazione del Comitato di monitoraggio previsto dalla statuto della Fondazioni  e anche dalla rinnovata convenzione del 2008
II)    Lunghissime liste di attesa, che in certe branche superano l’anno, e che hanno favorito il ricorso a forme di prestazioni a pagamento ( cosiddette intra moenia) cui si costringono i pazienti (magari oncologici o cardiologici),per ottenere una prestazione più rapidamente possibile.
III)    La riduzione o l’abolizione in certi settori delle attività di minore complessità, certo meno remunerate, ma di grande impatto sociale. Ciò rende l’ospedale poco fruibile da parte degli utenti del territorio di riferimento, costretti per semplici prestazioni a rivolgersi a strutture lontane o a strutture private a pagamento.
     La fine della sperimentazione gestionale prevista per giugno 2013, qualora, a seguito della crisi finanziaria dell’Ente fondatore privato(attualmente in stato pre- fallimentare) non venisse anticipata, impone una urgente riflessione sul futuro dell’Ospedale di Cefalù.
     Bisogna studiare subito una valida alternativa che consenta il mantenimento e il miglioramento dei servizi attivati e nel contempo consenta di superare le criticità.
     Bisogna che si mobilitino le popolazioni del vasto territorio  interessato con in testa i relativi Sindaci, e in particolare il Sindaco di Cefalù (Ente Fondatore), che fa parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, per promuovere i provvedimenti necessari.

In particolare si ritiene che
1)    L’Ospedale ritorni pubblico a pieno titolo, senza escludere la costituzione di altre partnership più congruenti con altre strutture private o pubbliche di alto livello
2)    Esso mantenga il carattere di Ospedale Generale, riattivando tutte quelle attività che, considerate poco redditizie ,sono state in questi anni penalizzate
3)    Mantenga quindi il carattere della territorialità,dando prioritaria risposta agli utenti del territorio.
     E’ intenzione del movimento CEFALU’ POSSIBILE portare avanti tutte quelle azioni di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica per impedire che il nostro ospedale venga declassato, e permettere  invece che venga potenziato, pur nel quadro della programmazione sanitaria regionale.
     In tal senso fa appello al Presidente della Regione On. Raffaele Lombardo e all’Assessore alla Sanità Russo perché venga sottoposta a uno studio accurato la questione e venga assunta in merito una tempestiva decisione.