CONSIDERAZIONI SULLA LETTERA APERTA DI GIUSEPPE MURGIA
- Geraci Siculo,
- Speciali,
- Redazione

Nei giorni scorsi, su Madonie live, è apparsa la lettera aperta di un dipendente dei fratelli Giaconia da Geraci, con la quale egli ha esternato sentimenti di gratitudine nei confronti dei propri datori di lavoro, nonchè preoccupazione per l'avvenire lavorativo suo e dei suoi colleghi.
Che i dipendenti chiamino “pà a cu ci duna pani” è umanamente comprensibile , ciò che convince molto meno è il fatto che questo giovane rivolga,nella sua lettera aperta, accuse nei confronti di Ignazio Maiorana reo, a suo dire, di aver fatto “giustizialismo gratuito”e di non essersi adeguatamente documentato allorquando ha recentemente scritto sui suoi datori di lavoro;il dipendente inoltre asserisce che tutto ciò ha finito per alimentare “voci che girano in paese”.
A dire il vero, l'articolo del direttore de l'Obiettivo , sia quando fa riferimento al sig. Antonio Mangia che quando parla dei fratelli Giaconia e di varie inchieste delle procure di Caltanissetta e di Palermo a loro carico che hanno destato grande risonanza e attesa per gli ulteriori sviluppi, oltre a fare esplicito riferimento al giornale l'Espresso dell' 8 settembre scorso,il giornalista riporta ulteriori, ampie e virgolettate fonti giornalistiche e , in particolare, parlando di una condanna definitiva degli stessi fratelli Giaconia per “associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all'evasione fiscale” Maiorana fa esplicito riferimento alla sentenza della sezione penale della Suprema Corte di Cassazione n. 18045 del 2011.
Francamente, non mi sembra che si possano liquidare tali circostanze con la definizione semplicistica e banale di “voci che girano in paese” o come “pettegolezzi”.
A questo punto, chi avesse elementi per dimostrare che tale sentenza di Cassazione non esiste, si faccia avanti e lo provi, in quel caso, saremmo tutti quanti obbligati a dissentire dal Direttore Maiorana e lui a rivolgere pubbliche scuse ai fratelli Giaconia; se di contro la sentenza esiste davvero ciò che dovrebbe destare grave stupore in tutti i cittadini di Geraci è il silenzio delle locali Istituzioni Democratiche, del Sindaco, del Consiglio Comunale , dei partiti e degli aspiranti sindaci che non sentono l'esigenza di fare, nelle sedi proprie, la dovuta chiarezza, dopo che il sindaco di Geraci ha appoggiato la costituzione della società “Madonie Terme e Benessere” di cui Antonio Mangia e i fratelli Giaconia possiedono l'81 per cento delle azioni.
Affrontare tali tematiche nelle sedi proprie ha il duplice fine di : 1° rassicurare il popolo sovrano che l'Amministrazione Comunale, a scanso di ogni benchè minimo equivoco , mantiene sempre e comunque un altissimo e assoluto profilo di legalità; 2° evitare sul nascere che su vicende complesse e delicate si sconfini nel pettegolezzo o nelle “voci che girano in paese”.
Colpisce alquanto che il dipendente dei fratelli Giaconia che prima si era appunto lamentato per “le voci che girano in paese” utilizzi proprio lo stile del pettegolezzo per affermare con fare semplicistico e superficiale che : la Terme S.p.A se avesse voluto, in passato, avrebbe potuto costruire le terme; nei mesi scorsi il Preside Pietro Attinasi , in un suo circostanziato articolo ha dimostrato e comprovato l'esatto contrario, confutando definitivamente questa immane falsità !
E' provato che la Terme non avrebbe mai potuto costruire l'impianto termale in passato e non lo potrà edificare, a dispetto della sua volontà, finchè il Sindaco Vienna e l'Amministrazione comunale continueranno ad opporsi a tutte le sue istanze e non consentiranno alla stessa società di :”entrare a pieno titolo in possesso del terreno” di piano dell'Ago; il candidato Vienna ,in un suo comizio, usò proprio queste stesse parole per promettere che avrebbe concesso l'area interessata alla Terme S.p.A., una volta divenuto sindaco, salvo poi venir meno all'impegno preso in pubblica piazza e a fare una repentina marcia indietro, non appena arrivato nelle stanze del potere.
Ed è proprio questa evidenza che scandalizza e indigna, il gioco dei due pesi e delle due misure: ostilità nei confronti della Terme S.p.A, totale accondiscendenza verso Madonie Terme e benessere.
Che le persone anziane non si documentino sulla vicenda Terme non meraviglia più di tanto, ma che i giovani di quest'epoca, nativi digitali, figli della tecnologia e dell'informatica, i quali possono agevolmente attingere a qualsivoglia fonte di informazione, continuino a confrontarsi con tale tematica senza leggersi le carte e privi di documentazione, facendosi ancora menare per il naso da politici locali che da un trentennio, curando i propri interessi e le proprie carriere e strumentalizzando la buona fede della gente, si sono definitivamente giocato il futuro di questi ragazzi e dei nostri figli, tutto ciò chiude il cuore alla speranza.
Ragazzi, ma cosa aspettate ancora per mandarli tutti quanti definitivamente a casa e a prendere nelle vostre mani il vostro futuro e quello del vostro paese?
Mi piace sognare, per un prossimo futuro, ad una nuova classe dirigente capace di spazzare via, in un sol colpo, tutti i vecchi e improduttivi contenziosi che hanno dilaniato questo paese e ne hanno compromesso la crescita e lo sviluppo, obbligando tanti dei nostri figli ad andare a cercare lavoro altrove, riducendo Geraci ad un paese di anziani ; mi piace pensare al sano protagonismo dei giovani , strenui difensori della solidarietà, della trasparenza , dell'imparzialità e della legalità in base alla quale non ci sia spazio per equivoci ed ambigui pensieri secondo cui se si da lavoro è legittimo persino infrangere la legge.
Non posso non concludere con il mio personale e convinto attestato di stima nei confronti di Ignazio Maiorana, uomo onesto e giornalista scrupoloso ed appassionato; insieme a numerosissimi altri, gli sono personalmente grato per il contributo che quotidianamente da alle Madonie e alla Sicilia degli onesti.
Angelo Vittorioso (ex sindaco di Geraci)