Romeo e Giulietta- Una commedia in Sicilia?

Quanta Sicilia c´è nelle opere di Shakespeare? E quale sarebbe stato il destino del celebre drammaturgo di Stratford se fosse nato in qualche anonimo paesino dell´entroterra siciliano? L´ipotesi, scherzosa ma non troppo (già ventilata da letterati come Camilleri e Juvara), viene ripresa in maniera forse non consapevole, ma efficace, dai giovani della Filodrammatica di Gangi che in questi giorni hanno messo in scena una divertente "traduzione" di Romeo e Giulietta. Troppo "sicula" la trama di un amore proibito da due famiglie in armi, per non cedere alla tentazione di prendere in blocco l´ordito narrativo che si svolge sulle rive dell´Adda e trasferirlo a "Basilicò", immaginario paesino di Sicilia. Qualche piccolo accorgimento e il gioco è fatto: I Montecchi diventano "Lenticchi" i Capuleti "Capuliati" e l´equivoco è servito, in salsa siciliana. In tutto ciò Paride non poteva che diventare "Piride" e Rosalina "Rosalia". Bravissimi tutti gli attori (nella foto in alto) a partire da Roberta Bongiorno e Paolo Cordua, alias Giulietta e Romeo (nella foto accanto). Straordinaria Morena Pupillo che, vestiti i panni della madre di Giulietta, esibisce quella naturale comicità che fa il paio al carattere fumantino di certe mamme siciliane. Esilaranti anche le interpretazioni di Luciano Macaluso (frate Lorenzo) e Flavio Inguaggiato (il cantastorie). Non da meno tutti gli altri: Carmelo Gallina, Daniela Blando, Alessio Bongiorno, Lucrezia Domina, Bartolomeo Minutella, Manuel Vena, Aldo Bongiorno, Vincenzo Forestieri, Francesco Gallina, Santino Mazzola, Francesco Nasello, Leandro Scarpinato, Domenico Miserendino e Maurizio Nasello, guidati dall´attenta regia di Vincenzo Barreca, Florinda e Rosalinda Magnifico. Sapiente anche la scelta delle musiche, affidate al maestro Filippo Paternò. Il successo di questo "Romeo e Giulietta" non basterà certo a rafforzare l´ipotesi di uno Shakespeare siciliano ma è più che sufficiente per confermare la crescita di questi giovani studenti, attori per diletto, che sanno intrattenere il pubblico con eccellenti esibizioni.

Michele Ferraro