L’ARCIPRETE ABOLISCE LA BENEDIZIONE DEL DEFUNTO CON L’INCENSO
- Castelbuono,
- Attualità,
- Giuseppe Spallino
L’arciprete don Santino Di Gangi ha rivoluzionato usi e costumi, per dirla con il Pitrè, della religiosità castelbuonese. La decisione che ha destato più scalpore, e di conseguenza più polemica, è stata la soppressione del corteo funebre dal castello fino al cimitero. Portavoce del malcontento dei fedeli si sono fatte le confraternite, che però dalle diverse riunioni che hanno avuto non hanno ricavato nulla se non le dimissioni del presidente dell’Unione delle confraternite Salvatore Abbate. Quest’ultime, che in questo mese devono rinnovare i propri organismi, stando più attente ai funerali si sono accorte che l’arciprete ha anche abolito la benedizione del defunto con l’incenso. In realtà si tratta di una scelta che aveva fatto sin dall’inizio, magari, sostengono i fedeli vicini all’arciprete, adeguandosi ad un’usanza che aveva già intrapreso il suo predecessore e qualche confrate l’ha tirata in ballo soltanto adesso per ottenere qualche voto in più in occasione del rinnovo delle consulte delle confraternite.