SVOLTA SULLA QUESTIONE TARSU. ACCOLTO DALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA IL RICORSO DEI CITTADINI

Quest’anno sotto l’albero, 60 cittadini castellanesi, privati e operatori economici, hanno trovato il giusto riconoscimento per la loro tenacia e la loro determinazione.
È arrivata sotto le festività natalizie la sentenza della Commissione Tributaria provinciale di Palermo, che accoglie i ricorsi presentati dai cittadini, annullando gli avvisi di pagamento relativi alla TARSU del 2010, emessi dalla Serit Sicilia S.p.A., per conto del comune di Castellana Sicula.
Partendo dall’epilogo, ovvero da questa sentenza, che almeno per il momento conserva “integri” i portafogli dei cittadini, ci apprestiamo ad analizzare tutte le fasi della concitata questione TARSU a Castellana.
Dopo un anno circa dalla deposizione del ricorso, la Commissione Tributaria di Palermo si pronuncia il 29 Novembre 2011 con una sentenza, scritta dai magistrati Vittorio Aliquò, Salvatore Giuffrida, Bernardo Comella, che scuote il palazzo municipale Castellanese.
Nel provvedimento giurisdizionale si legge chiaramente che la giunta municipale, non essendo l’organo competente, non poteva deliberare nessun aumento sull’imposta sui rifiuti, che già negli anni precedenti era stata maggiorata a causa delle risorse finanziarie dell’Ente insufficienti al sostentamento della spesa. Inoltre la sentenza parla chiaro: “Non esiste nemmeno una posteriore ratifica dell’operato della Giunta da parte del consiglio”, atto di responsabilità che quest’Amministrazione avrebbe dovuto compiere nell’interesse dei cittadini-contribuenti, evitando la battaglia legale e le conseguenze che ne sono derivate.
La Commissione Tributaria, coerentemente con la letteratura legislativa, accoglie i ricorsi presentati dai 60 castellanesi, “rendendo nullo non solo l’aumento applicato ma anche l’iscrizione a ruolo dell’intera tassa operata in base all’indebita tariffazione”.
Alla dichiarata soddisfazione del presidente dell’Associazione Operatori Economici di Castellana Sicula, Vincenzo Lapunzina, animatore della protesta popolare contro l’aumento spropositato della tassa, risponde il sindaco Intrivici, a nome di tutta l’Amministrazione Comunale, che tramite stampa dichiara: <<Non commento la sentenza, ma l’amministrazione prende atto di un ricorso che è stato fatto per cifre, in diversi e singoli casi, più basse rispetto al costo sostenuto per adire la commissione tributaria provinciale. Valuteremo le determinazioni da assumere nei prossimi giorni, nel rispetto della scelta dei tanti contribuenti che hanno accettato l’imposizione>>.
Ma l’ispida questione che ha messo in contrapposizione l’amministrazione comunale e alcuni cittadini coordinati da Lapunzina, inizia nel 2010 quando in seno a due assemblee cittadine, indette dopo aver ricevuto a casa la gravosa imposta sui rifiuti,  nasce la volontà di mettere un punto a questi aumenti esponenziali operati dal municipio.
Il 3 Dicembre del 2010, l’Ass.Op.Eco.  Diffida  il comune di Castellana Sicula dal compiere atti impositivi di pagamento del servizio di Igiene Urbana invitandolo a non procedere all’iscrizione al ruolo della Tassa.
In tale atto, sottoposto all’attenzione degli Enti interessati e del Prefetto di Palermo, si evidenzia che il servizio di Igiene Urbana, svolto dalla società A.M.A. S.p.A. (Alte Madonie Ambiente) in virtù di un contratto di servizio stipulato con il comune in data 30.12.2004  (e adeguato per l’anno 2011 a seguito delle palesi inadempienze evidenziate dall’Ass.Op.Eco.), non viene eseguito nel rispetto delle prescrizioni e degli obblighi contrattuali. Nella atto di diffida sono elencati tutti i gravissimi disservizi creati ai cittadini  dall’inefficiente e inefficacie operato della società Alte Madonie Ambiente, che oltre ad “aumentare il rischio di inquinamento e il pericolo per la salute pubblica”, arreca gravissimi danni di natura economica all’utente, sia privato cittadino che imprenditore, il quale si trova costretto a pagare un’imposta sui rifiuti che non corrisponde al servizio effettivamente erogato e effettivamente goduto (imposta tra le più esose di tutto il comprensorio madonita!)
L’atto evidenzia, inoltre, che la fatturazione non è regolare, poiché non viene specificato nel dettaglio la natura dell’obbligo di pagamento, a differenza, di quanto accade nei comuni limitrofi dove le fatture contengono l’indicazione nel dettaglio degli importi.
Dopo aver motivato le ragioni della protesta, si chiede al comune di Castellana Sicula, di verificare la regolarità delle prestazioni della società d’ambito, ma soprattutto di ridurre l’imposta rapportandola all’effettivo servizio erogato.

La risposta all’atto di Diffida è il silenzio!

Trascorso un mese esatto, 3 Gennaio 2011, il presidente dell’Ass.Op.Eco non avendo avuto riscontro dalla precedente richiesta, sollecita il Sindaco Intrivici a fornire chiarimenti e delucidazioni in merito alle questioni: Rapporto Comune-Società d’Ambito e Aumento indebito della TARSU.
Nel documento si sottolinea che, negli ultimi cinque anni il comune di Castellana Sicula ha determinato per ben quattro volte l’aumento tariffario dell’imposta sui rifiuti (che di norma dovrebbe essere determinata dal consiglio comunale sulla base di un piano economico e finanziario elaborato dalla società d’ambito), al solo fine di coprire il costo del servizio comunicato dalla società d’ambito, senza manifestare alcuna obiezione né tanto meno dissenso motivato. Inoltre le Tariffe TARSU  dovrebbero essere calibrate, secondo quanto previsto dalla normativa di riferimento, sugli effettivi costi del servizio reso e non rapportate all’esigenza di sopperire agli oneri economici.
Si evidenzia che il comune non ha mai richiesto alla Società A.M.A., la redazione della “Carta della Qualità dei Servizi”, non solo per misurare la qualità delle prestazioni, ma anche al fine di promuovere la risoluzione non giurisdizionale  delle controversie con i contribuenti.
Ma il punto cruciale dell’atto riguarda l’illegittimità dell’organo che, in cinque anni, ha approvato in maniera indebita le maggiorazioni.
Infatti, l’aumento generalizzato e progressivo dell’imposta sui rifiuti è stato deliberato dalla Giunta Municipale e non dal competente organo consiliare, privando così la sede rappresentativa del necessario dibattito democratico in ordine alle modalità di copertura di costo del servizio, IN PALESE VIOLAZIONE DEI PRINCIPI E DELLE DISPOSIZIONI NORMATIVE PREVISTE DALLO STATUTO COMUNALE IN MATERIA DI PARTECIPAZIONE E TUTELA DEI DIRITTI DEI CITTADINI.
A tale proposito, nella medesima data, viene presentata dall’ Ass.Op.Eco. una Diffida per l’annullamento in autotutela della Delibera di Giunta n.34 del 12/04/2010 relativa all’aumento del 20% della TARSU per l’anno 2010.
Proponendo come soluzione ultima, prima di intraprendere dolorose azioni legali, un’articolazione tariffaria della tassa nella sede consiliare competente, che contenga un’esaustiva e ponderata istruttoria in conformità alle normative vigenti in materia e agli obblighi contrattuali con la società d’Ambito “Alte Madonie Ambiente” S.p.A..
Dopo aver aspettato i termini previsti senza ricevere nessuna valida alternativa o chiarimento, i  singoli cittadini  hanno deciso di agire legalmente presentando un ricorso contro il comune di Castellana Sicula e contro la “Serit Sicilia” S.p.A., Agente per la riscossione  per la provincia di Palermo, chiedendo tra l’altro:

Annullamento, previa sospensione dell’avviso di pagamento;

Disapplicazione della delibera del comune di Castellana Sicula del 12/04/2010, con la quale la Giunta comunale ha approvato la rideterminazione della TARSU  per l’anno 2010;
Disapplicazione del regolamento comunale per l’applicazione della TARSU, deliberato dal Consiglio comunale, nella parte in cui demanda alla Giunta comunale la competenza in ordine all’approvazione delle Tariffe e nella parte in cui individua le categorie e le sottocategorie di locali soggetti a tassazione.
Come detto all’inizio, tale ricorso è stato accolto dalla Commissione tributaria, che ha riconosciuto valida l’illegittimità della pretesa tributaria, richiamata dal dott.  Massimo Greco (nella foto), che ha coordinato i ricorsi.
Il presidente dell’Ass.Op.Eco. chiarisce in una dichiarazione: “Prima di arrivare a tali provvedimenti sono state proposte a quest’amministrazione tutte le possibili modalità di dialogo e di confronto, ma nessuna è mai stata presa in considerazione”- prosegue Lapunzina - “Chi ricopre cariche pubbliche o si propone per amministrare una comunità deve sempre tenere in considerazione le opinioni dei cittadini e delle organizzazioni di categoria”.
Adesso si attende l’assemblea cittadina di natura chiarificatrice sul tema “DOPO LA SENTENZA”, indetta dall’Ass.Op.Eco, per domenica 8 Gennaio alle 17.00. I punti all’ordine del giorno dell’assemblea, oltre all’interpretazione della normativa sull’applicazione della TARSU, riguarderanno le modalità necessarie per fare la domanda di rimborso dell’aumento <<illegittimo>> dell’imposta e le delucidazioni per gli eventuali ricorsi che i contribuenti vorranno inoltrare alla Commissione Tributaria di Palermo, in merito agli avvisi di accertamento ricevuti in questi giorni.                                                                                                                          
Si tiene a precisare, altresì, che tutti i cittadini castellanesi potranno inoltrare all’Amministrazione Comunale domanda di rimborso per l’anno 2010 ed eventualmente per gli anni precedenti. Naturalmente le suddette istanze seguiranno un iter diverso  rispetto alle domande di chi ha inoltrato formale ricorso alla Commissione Tributaria.
L’Ass.Op.Eco. resterà a disposizione di quanti, operatori economici e cittadini, riterranno opportuno far valere le proprie ragioni nei confronti dell’Amministrazione Comunale.

E’ VERO… A CASTELLANA DEVE SUCCEDERE DI TUTTO…ANCHE METTERE IN DISCUSSIONE IL “PRINCIPIO” DEL FINE CHE GIUSTIFICA I MEZZI, POSTO IN ESSERE DA QUESTA AMMINISTRAZIONE COMUNALE COMPOSTA DA: GIUSEPPE INTRIVICI, GIUSEPPE PALERMO, CARMELO BELLOMO, FRANCO CALDERARO, ANTONIO LO VERDE E MARIO POLITO, ai quali, in coscienza, corre l’obbligo ricordare che secondo la recente sentenza della Corte di Cassazione, sez. civ., n. 698 del 19/01/2010, nel caso in cui l’autotutela non venga tempestivamente adottata, al punto da costringere il privato ad affrontare spese legali e d’altro genere per proporre ricorso per annullamento di un atto, la responsabilità della amministrazione permane ed è innegabile!