SCONTRO TRA GIOVANE ITALIA E SINISTRA GIOVANILE

Il circolo di Giovane Italia, l’organizzazione giovanile del Pdl, aveva sistemato un tazebao in cui si rivendicavano i valori della famiglia tradizionale contro le unioni civili, omosessuale ed eterosessuali. A questo hanno risposto la Sinistra Giovanile Castelbuonese che con un altro tazebao dal titolo “Siamo tutti omosessuali” in cui c’era scritto: «Sembra ingiusto e discriminatorio contrapporre la famiglia “tradizionale” alle unioni civili tra due persone. Riteniamo che tutte le famiglie e le unioni tra due persone siano fondate sull’amore e sul rispetto. Pertanto le coppie omosessuali e le unioni eterosessuali devono avere gli stessi diritti riconosciuti alla “famiglia tradizionale”. Ripudiamo e combattiamo ogni forma di discriminazione sessuale, di razzismo e populismo finalizzato a strumentalizzare la famiglia come vessillo politico di una fazione politica legata a vecchi schemi e ideologismi che non tengono in considerazione le diversità della società odierna». Ma questo tazebao nottetempo venne tolto e posato davanti la sede della Sinistra Giovanile, che attualmente si trova nella in una stanza della Camera del lavoro. Così i giovani di sinistra hanno mandato il seguente comunicato stampa: «Essere stati vittime di un attacco mirato nei confronti dei nostri messaggi e delle nostre idee ci fa pensare di vivere al giorno d’oggi, in un clima da ventennio fascista. Siamo a maggior ragione rammaricati se consideriamo il nostro rispetto nei confronti di chiunque abbia espresso, esprime e continuerà ad esprimere sotto qualsiasi forma, liberamente, il proprio pensiero al quale continueremo a rispondere a tono qualora non dovessimo condividere un qualsiasi altro ideale, ma lasciando liberamente a tutti di poter esprimere le proprie idee e il proprio pensiero così come sosteneva Voltaire: “Non condivido le tue idee, ma darei la vita affinché tu possa esprimerle”. Non avremmo mai immaginato di essere costretti a scrivere questo comunicato se non dopo l’ennesima rimozione di un nostro manifesto affisso in piazza Margherita e il successivo ritrovamento dello stesso davanti la nostra sede. Nonostante questi ripetuti atti vandalici noi continueremo, come abbiamo sempre fatto, ad esprimere in libertà il nostro pensiero».