BUON COMPLEANNO EURO
- Speciali,
- Alessandro Macaluso
Sono trascorsi già due lustri da quando, nel gennaio del 2002, avvenne il lancio della moneta unica: l’Euro. In realtà il debutto dell'euro sui mercati finanziari risale al 1999, ma la circolazione monetaria ha effettivamente avuto inizio il 1° gennaiodel 2002, inizialmente nei dodici paesi dell'Unione che per primi hanno adottato la nuova valuta. Oggi gli Stati che rientrano nell’Eurozona sono ben 17. Un numero che fino ad oggi, sembra non aver portato molto bene viste le attuali condizioni economiche di alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, sull’orlo del collasso finanziario.
In Italia, nei primi due mesi dall’entrata in vigore dell’Euro, circolarono sia la nuova moneta europea e sia, ancora la vecchia e amata lira, ma dal marzo del 2002 l’Euro è stata l’unica moneta utilizzata nelle compere. Tuttavia, prima di ogni acquisto era istintivo il bisogno (in realtà succede ancora oggi) di fare la comparazione con la vecchia valuta italiana. Così, muniti di calcolatrice, quasi tutti ci affannavamo a fare i calcoli. Per fare un Euro occorrevano 1936, 27 lire.
Oggi, a dieci anni da questo importante traguardo di unificazione monetaria dell’Europa, raggiunto dopo un arduo cammino degli Stati del Vecchi Continente e subito dopo un sanguinoso e devastante conflitto bellico, sono tanti gli euroscettici e i maldicenti che, in considerazione della recessione e sconfortati dal limitato potere d’acquisto della valuta di Eurolandia, rimpiangono la vecchia Lira.
Dall'adozione della moneta unica ci si aspettava un incremento dell'interdipendenza economica e una facilitazione del commercio tra stati membri, con dei benefici ai cittadini dell'Eurozona. Un altro effetto positivo avrebbe dovuto essere la riduzione nelle differenze dei prezzi, uniformandoli in tutta l'Eurozona, ma dopo questi anni si è assistito all’aumento dei prezzi laddove erano più bassi e non al calo dove, invece, erano più alti. Contestualmente il potere d’acquisto di molti salari è rimasto ai livelli antecedenti dell’entrata in vigore della moneta unica.
Lasciando a economisti più qualificati una migliore dissertazione riguardo all’Euro, le problematiche finanziarie connesse e le attuali difficoltà economiche di molti cittadini europei, in modo particolare dei giovani, che non vedono all'orizzonte prospettive positive, per il futuro, non si può non augurare buon compleanno all’Euro; auspicando, possibilmente, una maturità sia monetaria e sia politica. Sebbene sia crescente il numero degli euroscettici, è necessario contrastare questa sfiducia da una reale inversione di rotta, che al momento non s’intravede, perché tornare indietro sarebbe una gravissima disfatta e annienterebbe oltre cinquant’anni di storia dell’Unione Europea. Parafrasando una storica citazione italiana, verrebbe da dire: “Fatta l’Europa dobbiamo fare gli europei”… ma bisogna ancora portare a termine la costruzione di un’Europa forte e coesa.
L’Italia ha dunque un ruolo determinante, che non può essere lasciato al governo dei movimenti secessionisti e da chi scredita il ruolo economico dell’unificazione monetaria e i passi fatti con la costituzione dell’UE.
In questo contesto il sud d’Europa e, nello specifico Sicilia e Meridione d’Italia non possono essere tagliati fuori, per il ruolo strategico che occupano nel Bacino del Mediterraneo, pertanto è paradossale, tanto per fare un esempio, che vengano soppressi dei treni a lunga percorrenza, da Sud verso le grandi metropoli del nord d’Italia, quindi allondan ando l'Europa e, di fatto, dividendo un Paese che ha appena celebrato 150anni di unità nazionale.