La soap Agrodolce chiude
- Termini Imerese,
- Attualità,
- Andrea Vullo
Nell'Ottobre 2011 la RAI ha annunciato di non voler più mandare in onda Agrodolce, la serie televisiva girata nei dintorni di Termini Imerese, quando già da metà 2009 la soap non veniva trasmessa in tv.
Il lavoro sui set era stato bloccato effettivamente nel marzo del 2011. La Einstein Multimedia, società produttiva della fiction, attendeva ancora i pagamenti dalla RAI, cioé le fatture non saldate da Novembre 2010 ammontavano a 4 milioni di euro più altri 6 milioni di euro di extra costi. Einstein, pur pressando la RAI, denunciando sperpero di denaro pubblico e interessi sospetti, non ha poi ricevuto risposta da parte della stessa RAI.
70 milioni di euro suggellano il danno economico della fiction ormai troncata: 12 milioni di euro investiti per la prima serie; 46 milioni di euro per la seconda e terza serie; più di 1500 addetti ai lavori; 12 milioni di euro dai fondi FAS (Fondo Aree Sottosviluppate) e dalla RAI; 230 puntate girate; 100 mila euro spesi per ogni puntata; oggi 134 maestranze in cassa integrazione.
Giuseppe Lumia, membro della Commissione parlamentare Antimafia e senatore del Pd, chiede un'azione del governo “per fare luce su una vicenda torbida” e rimarca che “sulla sospensione della fiction Agrodolce si denota uno scenario torbido costituito da giochi di potere, speculazioni finanziarie, nepotismi e contatti con ambienti mafiosi“. O Leoluca Orlando, deputato dell’Idv che si interroga “La Rai deve dare risposte chiare e smetterla di tacere su una vicenda che si riempie ogni giorno di ombre e sospetti. Che tipo di rapporto legava Agrodolce e la società di produzione Einstein? E come venivano scelti personaggi, comparse e location?”.
Ruggero Miti, ex responsabile RAI per le fiction, spedito in Sicilia per “commissariare” l’Einstein ha dichiarato caustico qualche giorno fa “quando le produzioni vanno in Sicilia devono sottostare alle regole legate alle tradizioni dell’Isola: ad esempio non si possono scegliere liberamente le comparse ma c’è qualcuno che te le porta”.
Location intrise di mafia: il Castello di Trabia a San Nicola L’Arena, principale location e centro di produzione per Agrodolce, un tempo ospitava gli incontri tra Riina e Provenzano. Giovanni Minoli, responsabile editoriale della fiction nonché direttore di Rai Educational, obbligò la Einstein a versare una quota di 100 mila euro per “non lasciare strascichi coi proprietari del castello”, cioé il principe Vanni Calvello. Un'altra location si rivelò inopportuna: l’Abbazia Sant’Anastasia di Castelbuono. Nell'aprile 2011 è stata posta sotto sequestro perché supposta essere proprietà di Provenzano e Lo Piccolo. Luca Josi, capo della Einstein, a un certo punto denunciò “Per la fiction usati amici e parenti in odor di mafia” e poi “Minoli voleva fare Ben Hur con il budget di una soap”.
Infatti la Einstein dal budget di 21 milioni di euro previsti sforerà di oltre 6 milioni; la prima serie costerà al gruppo una perdita di 2.7 milioni di euro; 5,6 milioni di euro saranno perduti per il fermo tra la prima serie e la ripartenza della seconda; 2 milioni di euro di sforo produttivo per la seconda serie e oltre 10 milioni di euro rispetto a quello previsto.
Luca Josi denuncia la RAI. E accusa Giovanni Minoli poiché “avrebbe utilizzato per secondi fini il suo ruolo ricoperto nell’ambito dell’organizzazione Rai fondando sul proprio potere decisionale tutta una serie di richieste, ovvero di assunzioni, di far subentrare soci senza alcuna chiara compensazione economica, di acquisizione diretta della società, nonché l’imposizione di nomine ed incarichi all’interno della società”.
La vicenda ora è nelle mani della Procura di Roma.
Matteo Orfini, responsabile Cultura e informazione del Pd, non ha segretato che “la vicenda è inquietante perchè convergono comportamenti che appaiono incredibili, atteggiamenti arroganti e proprietari da parte di chi dovrebbe rappresentare il servizio pubblico”.