Il Club della Libertà risponde ad Angelo Sciortino
- Cefalù,
- Speciali,
- Redazione
Con riferimento all’articolo “Senatrice Vicari taccia” a firma del signor Angelo Sciortino appare utile il seguente approfondimento.
Posto che la Senatrice Vicari ha svolto per circa dieci anni le funzioni di sindaco di Cefalu, percependo una somma di circa trentamila euro l'anno lorde e quindi poco piu' di millecinquecento euro nette al mese va detto che, contrariamente a quanto affermato dallo Sciortino, tali somme percepite sono avvenute in maniera del tutto legittima atteso che la Regione Sicilia soltanto nel 2009 ha introdotto il divieto di poter cumulare l'indennità di sindaco con quella di deputato regionale prova ne e' che, non solo a tutt'oggi il Comune di Cefalu' non ha recuperato le somme in questione, poichè e' in corso la causa civile diretta ad accertare se le somme chieste in restituzione siano effettivamente dovute.
Quindi e' assolutamente falso dire che la sen. Vicari ha illegittimamente percepito somme dal Comune.
La materia è talmente complessa che occorre vagliare con rigore l'ipotesi, non comune per la verità, dell' abrogazione di una legge statale a opera di altra legge statale, e della sua reintroduzione a opera di una legge di una regione a statuto speciale.
Infatti se è pur vero che la legge sull’ordinamento degli Enti locali (legge 265/99) dispone il divieto di cumulo per le funzioni di amministratore locale e deputato regionale è altrettanto vero che il suo decreto attuativo (Testo Unico degli Enti locali D.Leg.267/2000) ha abrogato tale normativa mantenendo di fatto la situazione precedente.
Il fatto che la Regione Sicilia sia una Regione a statuto speciale non risolve tuttavia la questione, in quanto si ripropone l’ennesima ancorché annosa querelle se le norme dello Stato possano o non possano trovare applicazione e in che modo in una regione, appunto, a statuto speciale e che quindi godrebbe di autonomia legislativa.
Su questo argomento vi sono pareri contrastanti perfino tra Organi dello Stato ed è certamente singolare che lo Sciortino abbia già emesso una sentenza passata in giudicato, cosa che lo pone certamente nel novero dei giuristi sopraffini ai quali i vari TAR e/o Commissioni Tributarie potranno certamente rivolgersi in futuro per avere pareri illuminanti su questioni così intricate.
In tal modo renderebbero un favore anche al medesimo che avrebbe finalmente una occupazione intensa a cui dedicarsi in modo appagante.
Tralasciando l’ironia occorre dire che l’articolo in questione, dunque, pecca di totale ignoranza nel conoscere i fatti.
La questione è se tale ignoranza sia artificiosa o reale.
In entrambi i casi è di estrema gravità.
Se fosse reale, cioè se non si conoscessero bene i fatti, bisognerebbe rivolgere al signor Angelo Sciortino la preghiera di non volersi a tutti i costi spacciare per opinionista senza avere le conoscenze di ciò che “opiniona”.
Se fosse una ignoranza artificiosa essa sarebbe forse ancora più grave in quanto frutto esclusivo di odio personale, talmente acre e velenoso da tacere la realtà e rappresentarne un’altra totalmente falsa per motivazioni personali recondite dalle quali non può essere escluso il risentimento psicologico da parte di chi è costretto a guardare dal basso verso l’alto qualcun altro che, a differenza di se, ha saputo costruire una realtà vincente.
Tutto ciò è biasimevole per ognuno, ma a maggior ragione lo è per chi si atteggia a “taumaturgo dei poveri”, sfornando a ripetizione giudizi ed opinioni sui siti e giornali locali, in quantità talmente industriale che qualcuno lo possa ritenere legittimamente “mens super partes”.
E’ viepiù disdicevole che tale accanimento si estrinsechi prendendo spunto da una interrogazione parlamentare che ha come tema i bambini e le loro problematiche.
Probabilmente per il sig. Sciortino le questioni legate all’infanzia rappresentano una problematica insopprimibile nella sua realtà quotidiana e questo può spiegare la veemenza dello scritto.
Tutto è comprensibile finché si rimane, però, nell’alveo delle oneste ricostruzioni dei fatti.
Altrimenti si scade nel delirio e nella farneticazione comportamento questo che facilmente lo Sciortino potrebbe evitare se si dedicasse di piu' al proprio lavoro.
IL CLUB DELLA LIBERTA’ DI CEFALU’