PRECISAZIONE SULL’ARTICOLO 'ACCUSATO DI MOLESTIE MA IL REATO È PRESCRITTO'
- Isnello,
- Attualità,
- Giuseppe Spallino
Il 22 novembre abbiamo pubblicato un articolo dal titolo: Accusato di molestie ma il reato è prescritto, che riguardava la conclusione di un processo in cui era coinvolto un castelbuonese che «si sarebbe recato a Isnello dove avrebbe minacciato una bambina tentando di farla salire nella sua macchina “con un arnese appuntito simile a coltello”». Adesso abbiamo ricevuto una lettera di precisazione da parte del suo legale, che non si firma ma che dall’e-mail desumiamo essere l’avvocato Antonio Maiorana di Castelbuono. Ecco il contenuto:
Caro Giornalista, apprendo ora del contenuto del Suo articolo, non Le parlerò dei fatti e degli atti, questi dovrebbero rimanere nella sacralità dell'aula dove il processo viene celebrato e non diventare scenografia per talk show o argomenti da social network.
Voglio solo precisarLe che non v'èra alcuna accusa di molestia e che il capo di imputazione era il reato di minaccia (seppur aggravata).
Voglio infine ricordarLe che l'imputato non diventa mai un “presunto colpevole”, ma rimane presunto innocente per tutta la durata del processo.
Tanto ho ritenuto anche per dovere di difesa.
Cordiali saluti, l'Avvocato difensore
Prendiamo atto della prima precisazione dell’avvocato sul reato contestato al suo assistito, anche se abbiamo riportato correttamente i fatti. Riguardo la seconda precisazione, l’utilizzo del termine «presunto colpevole» invece che «presunto innocente», riteniamo di aver scritto correttamente in quanto se qualcuno viene rinviato a giudizio significa che è sospettato di aver commesso il reato, fermo restando che uno Stato di diritto si basa sulla presunzione di innocenza.