PIANO BATTAGLIA: UN DIRITTO NEGATO programma e recensione
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Il libro ripercorre, nella sua premessa e negli allegati, l’intera storia che ha segnato Piano Battaglia dai primi anni ‘70 fino ai giorni nostri: dai tracciati delle piste, alle proposte di riperimetrazione delle aree segnate come impianti di risalita, agli emendamenti legislativi, all’accordo con le associazioni ambientaliste per derogare al regime delle attività consentite nelle varie zone del parco, al decreto che segna l’avvio del procedimento di ammodernamento degli impianti sulla Mufara.
Ciò nonostante, Piano Battaglia continua a rimanere priva di servizi adeguati per la persistente massa di persone che, nonostante tutto, vi giungono per “vivere la neve”, mentre gli sciatori defluiscono sempre di più verso stazioni invernali più attrezzate che hanno fatto del turismo in generale e di quello della neve, in particolare, l’occasione di sviluppo dei propri territori.
Chi ha sciato a Piano Battaglia si sente, così, defraudato del diritto di vivere la propria terra, di godere delle potenzialità che essa, a dispetto della politica, è in grado di offrire: mentre, le nuove generazioni che non possono usufruire delle medesime possibilità di quelle che hanno imparato a sciare a Piano Battaglia e che hanno radicato in quel luogo ricordi, emozioni e abilità, naturalmente, per disaffezione andranno altrove e non avranno motivo alcuno per ritornarvi.
Nella indifferenza generale e nell’impotenza che sembra accompagnare ogni tentativo di responsabilizzare le Istituzioni competenti, la pubblicazione di questo volume unitamente agli atti del Convegno ““Tra passato e futuro: il Club Alpino Italiano nella mediazione culturale per il territorio” che era stato organizzato a Petralia Sottana il 24 novembre del 2007 in occasione degli ottanta anni dalla fondazione della sezione delle Madonie a Petralia Sottana del Club Alpino Italiano, non è altro che l’ennesimo strenuo tentativo di svegliare le coscienze, di riportare alla luce della ribalta l’agonia di un territorio abbandonato a sé stesso, di rimettere Piano Battaglia e il suo indotto nell’agenda politica della Provincia e della Regione Siciliana.
Mentre, Piano Battaglia continua ad essere solo ed infelicemente un “non luogo”.
PROFILO DELL’AUTORE
Santina Albanese vive ed opera a Palermo dove è nata nel 1970.
Dottore di ricerca in Istituzioni di Diritto Pubblico presso la Facoltà di Giurisprudenza “Cesare Alfieri” di Firenze, avvocato ed abilitata all’insegnamento di materie giuridiche ed economiche negli istituti superiori, già dal 2002 è docente di diritto pubblico comparato e di diritto parlamentare presso la Facoltà di Giurisprudenza, polo didattico di Agrigento e Trapani.
I suoi interessi sono rivolti allo studio del diritto parlamentare, ma appassionata di diritto ambientale ha seguito numerosi corsi di perfezionamento e ha concentrato la sua attività di ricerca e la sua produzione scientifica sull’analisi delle implicazioni giuridiche attinenti agli aspetti della conservazione, valorizzazione e fruizione dei beni ambientali.
È sposata con Giuseppe Carapezza ed è mamma di due bellissime bambine.