APPRENDI (PD) -  FIAT, DI RISIO e INVITALIA

Fiat se ne va, come da copione. L'atteggiamento tenuto in questi due anni e' stato sempre quello di autosufficienza, di mal sopportazione del sindacato e di chi a qualsiasi titolo rappresenta gli interessi dei lavoratori. Mai un gesto o una parola di comprensione per quella gente che ha permesso e permette a tutti questi vertici di avere lauti stipendi e forti incentivi se riescono a strappare accordi sulla loro pelle, se possono togliere ogni goccia di sangue in favore dell'azienda. Di RISIO subentra a Fiat senza le necessarie potenzialita' che servono per fare ripartire quel polo industriale in crisi che si sta trasformando da zona produttiva a zona in attesa di...

In attesa di vedere 640 persone che invece di completare, come avrebbero voluto, gli anni per andare in pensione nel ciclo produttivo, saranno accompagnate con la mobilità incentivata fino a maturare gli anni necessari per godere della pensione. Il resto dei lavoratori, compresi quelli dell'indotto, ovviamente, sta in ansia, perché essendo più giovani devono sperare che il progetto si realizzi nei prossimi cinque anni. In tutto questo INVITALIA, che ha fallito nella missione,sta gestendo una partita col minimo sforzo.
Tutti sappiamo che Di RISIO, non faceva parte delle aziende che avevano risposto al bando di INVITALIA e che le aziende "selezionate" dall'amministratore delegato Domenico Arcuri si erano rivelate nella quasi totalità prossime al fallimento o comunque in gravi difficoltà economiche e talune anche con guai giudiziari. Non ci resta che sperare che INVITALIA, se si porterà a termine l'accordo, possa certificare le buone condizioni di "salute" di DR.

Chiediamo al Presidente Lombardo di nominare un esperto, che in rappresentanza della Regione segua passo passo l'evolversi dei fatti. Le risorse messe a disposizione (350 milioni di euro) sono risorse che la Sicilia sta investendo, non per ritrovarsi un territorio di pensionati che portano a spasso i bambini,che saranno costretti ad emigrare per trovare un lavoro, ma puntiamo ad un progetto che rilanci un territorio che garantisca occupazione ai propri figli.

Pino Apprendi