I pericoli dell'informazione provinciale
- Madonie,
- Cultura,
- Angelo Sciortino
Da tempo rimango sempre più meravigliato per l'assenza totale di informazioni e commenti sulla politica nazionale, come se Cefalù e le Madonie vivessero in un altro Paese e non subissero alcuna conseguenza per le decisioni che vengono prese altrove, quasi a loro insaputa. Salvo protestare con forza quando le decisioni sono state prese, com'è accaduto con la ventilata chiusura dei “punti nascita” di Cefalù e di Petralia; con quella di alcune scuole obbligatorie; con la minacciata chiusura di tanti Uffici di Giudici di Pace e di sezioni distaccate del Tribunale di Termini Imerese.
Si tratta di una atavica forma di provincialismo, che rende piccole le nostre menti e ci obbliga spesso a lottare quando è già troppo tardi, quando, cioè, sono diminuite le possibilità di successo ed è invece aumentata la necessità degli sforzi richiesti per una improbabile vittoria. Per carità di patria, tralascio ogni osservazione sulle conseguenze sul piano morale e su quello culturale, perché è indubbio che tale provincialismo ci rende immeritevoli del rispetto altrui.
Questo difetto, quasi congenito, di tanta stampa locale, telematica e cartacea, è diseducativo per le popolazioni locali, perché le isola e le costringe a subire le decisioni politiche come se si trattasse di un favore divino miracoloso, se le loro conseguenze sono positive; di una calamità naturale, invece, quando le loro conseguenze sono negative.
Tutto ciò nell'epoca della globalizzazione! E non solo: tutto ciò in uno dei più difficili momenti della nostra storia. In uno di quei momenti in cui bisogna correggere gli ultimi decenni di storia, per cancellarne i suoi effetti negativi e per
riguadagnare un futuro. Soltanto l'informazione indipendente – e quella locale lo è più di ogni altra – può spiegare e rendere comprensibili le cause di quel che accade, le colpe dei tanti politici e i meriti degli altri che hanno permesso l'ultimo tentativo del Presidente Napolitano e di Monti.
Soltanto così l'informazione darà qualche strumento ai suoi lettori per scegliere alle prossime elezioni con maggior consapevolezza e maggiore discernimento. L'alternativa saranno le immortali clientele o la disaffezione dalla politica. In una parola, la morte non soltanto della democrazia, ma anche della libertà.
Spero di veder presto, quindi, un angolo dedicato a riflessioni più ampie e meno meschine su tutti i giornali telematici locali, che devono innalzarsi per vedere lontano, per vedere per tempo se chi sta arrivando è un amico o un nemico, come seppero fare le popolazioni madonite, quando le loro valli potevano essere invase da orde nemiche.