INTERVISTA A DON NICOLA CRAPA, IL PRIMO ANNO DI ATTIVITA' COME PARROCO DI CALTAVUTURO
- Caltavuturo,
- Speciali,
- Salvatore Sciortino
Fra poco compie un anno come Parroco nella comunità di Caltavuturo (28-11-2011): il bilancio sia in positivo che in negativo?
Ho ancora vivo il ricordo di un anno fa quando il Vescovo Vincenzo mi comunicò la mia nuova destinazione. Ricordo ancora le sue parole: “sei pronto?” quando gli risposi di si mi disse: “da oggi sei il nuovo Parroco di Caltavuturo”.
Oggi a distanza di un anno posso dire di non essere pentito del si detto. Un si detto nella consapevolezza che era Dio a chiedermelo. Un si consapevole della mia persona dei miei limiti delle mie fragilità ma un si che giorno dopo giorno viene reso forte dal si di Cristo che è stato obbediente in tutto al Padre (Filippesi 26-11).
In questo anno l’unica cosa che ho cercato di fare è stato quello di calarmi nel vissuto di Caltavuturo nel sentirmi parte di questa comunità parte e non estraneo! Ho cercato in punta di piedi di instaurare innanzitutto rapporti umani con tutti. fare un bilancio? Non sono stato mai amante di “bilanci” cerco sempre di guardare le cose nella logica del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto occorre solo guardare dal verso giusto per fare un bilancio. Il pessimista dirà certamente mezzo vuoto ma al contrario si può ben dire mezzo pieno.
Cosa pensa della Comunità di Caltavuturo e delle sue potenzialità?
Mi riallaccio a quanto detto prima, la comunità di Caltavuturo è una comunità che ha tante potenzialità in se. Occorre solo che i Carismi, cioè i doni che Dio gli ha dato, li metta in atto e non li lasci dormire. Molte volte si pensa di non avere nulla di buono, o meglio che non ci sia nulla di buono. Vorrei qui usare un’immagine datami nel recente corso di Esercizi Spirituali vissuto a Loreto con altri 160 Sacerdoti di ogni parte d’Italia. Un Sacerdote parlando dei doni li paragonava a diversi cassetti di un mobile. Molte volte noi apriamo sempre il primo cassetto e mai tutti gli altri dove magari giacciono le cose che vorremmo e che cerchiamo. Bene, molte volte è così anche in una comunità. Caltavuturo ha grandi talenti potenzialità, anche nei nostri giovani, occorre solo saperli trafficare bene, avere il coraggio di comprometterli di mostrarli, di tirali fuori dal cassetto.
Ecco perché occorre che, come dico spesso, lo Spirito Santo venga e agisca con forza e dia il coraggio a tutti di mettere in atto le potenzialità, i doni e i Carismi. Certo molte volte il tutto è bloccato per pigrizia o perché si pensa che sia impossibile farlo nel contesto parrocchiale, o peggio perché magari essere additati e presi in giro dagli altri. Credo che in questo occorra superarsi e reagire!
Il nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale è formato da nuove generazioni?
Il Codice di Diritto Canonica prevede in una Comunità due Consigli di Partecipazione il Consiglio Pastorale Parrocchiale con funzione consultiva e non deliberativa e l’altro il Consiglio per gli Affari economici che aiuta il Parroco nella gestione delicata dell’Amministrazione finanziaria della Parrocchia entrambi decadono con il trasferimento dello stesso Parroco. Ora per quanto riguarda il Consiglio Pastorale Parrocchiale questo è formato dai membri di diritto, ovvero, i Governatori delle Confraternite, i responsabili dei Gruppi Parrocchiali, poi ho voluto inserire vari membri della comunità e anche giovani che con la loro partecipazione e il loro apporto hanno fatto nascere piccoli bagliori che spero al più presto possano diventare una grande luce. Per quanto riguarda l’altro Consiglio ho voluto prendermi più tempo, considerato che è qualcosa di più delicato e occorre una conoscenza più profonda di coloro che dovrebbero affiancarmi in quel settore, ma credo che fra pochi giorni si può essere in grado di formare anche questo organismo all’interno della Parrocchia.
I Giovani, l’alcol ecc., quali i metodi per combatterlo?
Non voglio assolutamente associare ai giovani l’alcol o altro.
Ho ancora vivo il ricordo dell’ultimo consiglio Pastorale Parrocchiale, quando un giovane disse: “siamo stanchi di essere etichettati come drogati o alcolizzati”.È vero l’errore più grande che si può fare, anche nel campo ecclesiale, è quello di pensare che i giovani non siano buoni a nulla. In questo anno con alcuni di loro ho instaurato rapporti con altri magari solo un saluto con altri ci sarà stato qualcosa di negativo magari quando mi hanno chiesto stanze private o altro di simile e io ho detto di no! Una volta ho detto che i giovani sono come il fuoco che rimane la sera senna brace e la mattina occorre togliere la cenere e il fuoco ritorna a bruciare. Ecco sono sicuro che il cuore dei nostri giovani è così. Mi viene chiesto quale strategie o metodi…! Occorre lasciare che piano piano Dio tolga, servendosi di noi, la cenere e noi vedremo in loro riacceso il fuoco della fede il desiderio di Dio. Infatti già alcuni di loro hanno espresso il desiderio di collaborare e di creare un centro giovani che spero al più presto, con l’aiuto di tutti possa nascere nei locali della Parrocchia, un centro dove incontrarsi stare insieme e riflettere insieme. C’è già chi fra loro mette a fuoco i talenti che ha anche nell’uso delle capacità musicali per quanto riguarda l’animazione della messa, come è stato per l’otto settembre e spero ci sarà per qualche altra occasione. Tutto questo e la loro voglia e determinatezza ci spinge a ben sperare!
La catechesi, le innovazioni sono state recepite dai Caltavuturesi?
Ogni cosa che venga a intaccare la nostra routine, o abitudine, da fastidio e ci inquieta!
Quando questo accade sono certo che si cresce!
Se una comunità non si lascia inquietare dal vivere l’oggi della fede, della Chiesa e si chiude nella propria abitudine o dietro la maschera delle “tradizioni”la cosa è preoccupante. Io sono persuaso, e devo dire che ho molte testimonianze in proposito, che le “tradizioni” le consuetudini vanno mantenute, poiché hanno segnato il vivere di una comunità, ma occorre calarle nel tempo in cui si vivono, nell’oggi della Chiesa. Certo alcune cose possono dare fastidio! Ma non per questo devono bloccare il vivere, il cammino della Chiesa. Ripetola Chiesaè chiamata a vivere nell’oggi e nell’oggi saper calare le sue consuetudini e le sue “tradizioni”umane che sono completamente diverse da quella che èla Tradizionedella Chiesa che consiste nel mettere al centro della vita Dio e la sua Parola. Purtroppo noi siamo più portati a rispettare la tradizione degli uomini e trascuriamola Tradizionedi Dio e questo non lo dico io ma è lo stesso Gesù che lo dice nel Vangelo.
Anchela Catechesioccorre vivere nell’oggi della Chiesa. C’è stata la risposta di molti a collaborare nell’ambito della Catechesi. Nuovi catechisti che si vanno ad aggiungere a quelli che da anni svolgono questo servizio. Lo sforzo di aiutare i ragazzi e i bambini a conoscere Cristo e a vivere da buoni Cristiani mettendosi molte volte in discussione e aprendosi alle nuove esigenze di comunicazione.La docilità allo Spirito porta necessariamente una comunità a rinnovarsi! Occorre avere il coraggio di uscire dai tanti sepolcri della vita per poter annunciare il Vangelo in un mondo che cambia. È quanto ho detto all’inizio del nuovo anno Pastorale quando ho invitato la comunità a puntare in alto togliendoci di dosso il mantello che come Bartimeo ci impedisce di correre da Cristo. In questa corsa che ci sta dinanzi avremo dei momenti forti che attendono quanti vorranno condividere la gioia del conoscere Cristo: innanzitutto l’esperienza dei Cenacoli nelle Famiglie. I Cenacoli Familiari sono una modalità attraverso la quale la famiglia, Chiesa Domestica, riscopre la propria identità cristiana che si manifesta nel vissuto familiare ordinario. I Cenacoli del Vangelo sono gruppi di persone che si radunano nelle case per riscoprire il messaggio cristiano in stretto rapporto con i problemi della vita, per riscoprire la propria identità cristiana e aprirsi alla dimensione comunitaria della vita cristiana. Ancora i Cenacoli hanno innanzitutto una funzione evangelizzatrice: essi intendono aiutare gli adulti ad aprirsi al senso religioso, a riaccostarsi alla parola di Dio, a riflettere e a dialogare sui problemi della vita alla luce della Parola. L’altra tappa che ci attende in Primavera sarà il tempo forte della Missione Popolare. "La missione é l'annuncio straordinario della Parola di Dio proclamata da una comunità profetica che, nella potenza dello Spirito santo e per mandato della Chiesa, chiama ogni uomo alla conversione allo scopo di rifondare o far crescere la comunità cristiana, così che da evangelizzata diventi evangelizzatrice". Spero che queste esperienze e altre che lo Spirito di Dio vorrà suscitare nella comunità questa le possa accogliere come via per la propria santificazione e così aprirsi all’azione santificante di Dio ed essere un popolo che sappia lodare il suo Signore e Dio possa bene-dire di Caltavuturo!