Due censure durante il consiglio comunale

Due gravi censure nell’ultimo consiglio comunale. Lo rende noto attraverso due interpellanze il capogruppo del Pd Rosario Lapunzina. La prima censura è rivolta all’assessore Patanella accusato di aver espresso parole “denigratorie nei confronti del Consiglio Comunale di Cefalù definendo, tra l’altro, la legittima scelta operata da questo Consesso in merito alla decisione di approvare una variante allo strumento urbanistico, in riferimento all’ex edificio postale di Via Matteotti, con l’ingiurioso termine di <>”. Non solo, il medesimo assessore ha sostenuto di condividere le osservazioni presentate dall’avvocato di controparte che difende gli attuali proprietari dell’immobile. Secondo Lapunzina e la maggior parte dei consiglieri (Franco, Terrasi, Gattuso, Lo Verde, Genovese, Liberto, Noto, Cassata, Rasa), che hanno espresso il proprio voto a favore di quest’ultimo, “tali affermazioni creano un grave vulnus al rispetto della dignità, delle competenze e delle legittime scelte operate dal Consiglio Comunale e  appaiono ancora più gravi ove si consideri che il dovere istituzionale di un esponente della Giunta Municipale deve essere quello di perseguire sempre l’interesse pubblico”. Oltre a ciò si aggiunge il lavoro superficiale portato avanti dall’assessore al bilancio Giovanni Cocco. Tutto parte da un atto della Corte dei Conti che ha accertato una serie di irregolarità nella contabilità del Comune. I debiti fuori bilancio erano arrivati, alla data del 31 marzo 2009, a 10.799.473,64 euro. Il deficit di cassa era, alla data del 31 maggio 2010, di oltre tre milioni e mezzo. A causa della cronica carenza di cassa c’è infine una forte consistenza di residui passivi. Come se non bastasse, c’è una forte insussistenza o incerta esigibilità di residui attivi.
Allarmato dai giudizi precisi e pesanti della Corte dei conti, il consiglio ha chiesto alla giunta di fare chiarezza prima di approvare il consuntivo del 2010 e il preventivo del 2011. L’esigenza del chiarimento era dovuta, "all’esigenza di adottare le misure correttive indicate nella deliberazione 148 del 13 ottobre 2010 ed in particolare di provvedere alla riapprovazione dei rendiconti 2008-2009 una volta verificata la sussistenza e la reale esigibilità dei residui attivi al 31 dicembre 2008 e 31 dicembre 2009. La giunta non ha saputo prendere in mano la situazione, infatti dopo aver portato in aula l’approvazione del rendiconto 2010, in seguito ha richiesto che fosse ritirata. Per questo nel mese di settembre la Regione ha inviato un commissario ad acta, Girolamo Ganci, per approvare i rendiconti 2008-2009 e anche quello del 2010.
Ai primi di novembre la Corte dei conti sollecitava il Comune di Cefalù a comunicare le "azioni correttive attuate, atteso il notevole lasso di tempo già trascorso e i gravi ritardi nell’approvazione del bilancio di previsione 2011 e del rendiconto 2010”. La censura, dunque, che Lapunzina muove nei confronti di Cocco è proprio” il comportamento tenuto dall’assessore al bilancio espone il Comune di Cefalù al rischio di conseguire ulteriori seri danni alla, già grave, situazione economico-finanziaria dell’Ente”, aggiunto al fatto che quattro mesi fa alla stampa aveva comunicato che i conti al Comune incominciavano a tornare!