Acqua Geraci scrive ad Assessore Marino
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DOPO VENT’ANNI, IL DISTRETTO MINERARIO DÀ PARERE POSITIVO ALLA RICHIESTA DI CONCESSIONE DELL’ACQUA GERACI MA L’ASSESSORATO ENERGIA RIMANDA INDIETRO LA PRATICA
Giuseppe Spallina (nella foto in basso): “Una chiara azione di boicottaggio per favorire altri imprenditori”
Con una lettera aperta l’amministratore dell’Azienda chiede all’assessore Giosuè Marino di esprimersi in merito. 
L’Acqua Geraci ancora una volta fermata dalla burocrazia regionale. Quello che l’Azienda temeva, la riproposizione dell’ennesimo “cavillo”, segnalandolo in una lettera inviata al Presidente della Regione Raffaele Lombardo e all’Assessore all’Energia Giosuè Marino lo scorso mese di ottobre, si è puntualmente verificato. Dopo 20 anni di istruttoria il Distretto Minerario di Palermo ha proposto di accogliere le istanze dell’Acqua Geraci e di concederle tutta l’area oggetto del permesso di ricerca ma i funzionari dell’Assessorato Energia hanno rimandato indietro la pratica chiedendo all’Azienda il programma dei lavori e il progetto del complesso termale aggiornati, con l’inopinata precisazione che i tempi per realizzarlo non appaiono compatibili con la residua durata della concessione. Ciò conferma che si è omesso di deliberare sulle istanze dell’Azienda per un ventennio assecondando gli amministratori comunali geracesi che vogliono favorire Antonio Mangia. Infatti, l’Acqua Geraci può realizzare il suo complesso termale, progettato dall’arch. Taormina, con l’impiego di tre milioni di euro già accantonati in bilancio ed ha sempre chiesto ininterrottamente alle autorità minerarie, con varie istanze e con i programmi annuali dei lavori, la concessione dell’intera area del bacino minerario evidenziando che l'insufficienza dell'acqua a disposizione vanifica i notevoli investimenti già effettuati. Una vicenda che ancora una volta, attraverso una lettera aperta, l’amministratore unico Giuseppe Spallina ha voluto rappresentare all’assessore all’energia Giosuè Marino.
Nella foto in alto: Plastico impianto termale dell'Acqua Geraci - progetto Arch. Francesco Taormina
Estratto lettera
Dopo vent’anni di istruttoria, il Distretto Minerario di Palermo ha proposto di accogliere le istanze dell’Acqua Geraci e di concederle tutta l'area oggetto del permesso di ricerca, ma Antonio Mangia ed i fratelli Giaconia hanno costituito, con l'appoggio dell’attuale Sindaco di Geraci Siculo Bartolo Vienna, una s.p.a. di cui controllano l’81% delle azioni col dichiarato fine di farle concedere una parte di tale area e delle sorgenti, che vi ricadono. Due giorni prima della costituzione della società di Mangia, i funzionari dell’Assessorato Energia hanno rimandato indietro la pratica ed hanno chiesto all’Acqua Geraci il programma dei lavori e il progetto del complesso termale aggiornati, con l’inopinata precisazione che i tempi per realizzarlo non appaiono compatibili con la residua durata della concessione. Ciò conferma che si è omesso di deliberare sulle istanze dell’Acqua Geraci per un ventennio assecondando gli amministratori comunali geracesi che hanno boicottato l’Azienda. Eppure l’Acqua Geraci può realizzare il proprio complesso termale, eseguendo il progetto dell'arch. Francesco Taormina, pubblicato e descritto dalla Rivista Paesaggio Urbano nel mese di settembre dei 1998, entro tre anni dall'acquisizione definitiva ed incontestabile di tutte le necessarie autorizzazioni con l'impiego di 3 milioni di euro già accantonati in bilancio. Pertanto l’Assessorato all’Energia trascura che dal 1992 l’Acqua Geraci ha chiesto ininterrottamente alle Autorità Minerarie, con varie istanze e con i programmi annuali dei lavori, la concessione dell’intera area del bacino minerario Pizzo Argentiera, da essa ricercato e scoperto negli anni Ottanta, evidenziando che l'insufficienza dell'acqua a disposizione vanifica i notevoli investimenti già effettuati. Infatti il programma tecnico-economico, con cui l’Acqua Geraci ottenne la concessione di acque minerali è già stato realizzato
con ingenti investimenti in strutture, macchinari, marketing e risorse umane, che conferiscono all’azienda ed al suo brand un valore già stimato in 75 milioni di euro, anche se ha dovuto limitare il mercato alla Sicilia centro-occidentale per mancanza d'acqua. E’ quindi innegabile che l’Azienda necessita di tutte le sorgenti ricadenti nell'area del permesso di ricerca perché l'impianto d’imbottigliamento ha una potenzialità di 11 litri al secondo. Di contro l’ultima verifica del Distretto Minerario ha accertato che lo stabilimento dispone di 1 litro al secondo e che ciò determina il blocco forzato degli impianti per molti giorni lavorativi all’anno. Inoltre le relazioni geologiche dimostrano che l'area del permesso di ricerca costituisce un unico bacino di acqua minerale che si manifesta con numerose scaturigini, tutte di esigua portata. Pertanto le Autorità Minerarie dovrebbero garantire gli investimenti dell’Acqua Geraci e non possono chiederle l'impegno cronologico e finanziario di realizzare il complesso termale con la precisazione che ciò non potrà avvenire entro la scadenza della concessione, lasciando intendere che potrebbero frammentare il bacino minerario per attribuirne una parte alla società del Mangia. A fronte di ciò l’Acqua Geraci chiede all’Assessore all’Energia di comunicarle se intende accordarle la proroga trentennale della concessione dell'intera area ed impedire che la società del Mangia si possa appropriare gratuitamente del brand dell’ azienda sol perché gode di appoggi politici. In caso di inoppugnabile rilascio della concessione trentennale dell’intero bacino minerario l’Acqua Geraci provvederà all'immediato adeguamento del progetto dell'Architetto Taormina ed agli altri adempimenti necessari, diversamente sarà costretta ad avvalersi di tutti i mezzi legali per tutelare i propri diritti ed interessi.