L'Arte della Picconata, il disastro e lo scempio nella Basilica di San Pietro a Collesano
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J'accuse (io accuso)
Art. 9 della Costituzione Italiana :La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Nell’intervento del Presidente della Repubblica Ciampi del 2003, in occasione della consegna delle medaglie d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte , troviamo il valore ed il significato profondo dell'Art.9 ecco uno stralcio: “È nel nostro patrimonio artistico, nella nostra lingua, nella capacità creativa degli italiani che risiede il cuore della nostra identità, di quella Nazione che è nata ben prima dello Stato e ne rappresenta la più alta legittimazione.
L’Italia che è dentro ciascuno di noi è espressa nella cultura umanistica, dall’arte figurativa, dalla musica, dall’architettura, dalla poesia e dalla letteratura di un unico popolo. (….) Forse l’articolo più originale della nostra Costituzione repubblicana è proprio quell’articolo 9 che, infatti, trova poche analogie nelle costituzioni di tutto il mondo(........). (…..) Anche la tutela, dunque, deve essere concepita non in senso di passiva protezione, ma in senso attivo, e cioè in funzione della cultura dei cittadini, deve rendere questo patrimonio fruibile da tutti. Se ci riflettiamo (…...), la presenza dell’articolo 9 tra i ‘principi fondamentali’ della nostra comunità offre un’indicazione importante sulla ‘missione’ della nostra Patria, su un modo di pensare e di vivere al quale vogliamo, dobbiamo essere fedeli. La cultura e il patrimonio artistico devono essere gestiti bene perché siano effettivamente a disposizione di tutti, oggi e domani per tutte le generazioni. La doverosa economicità della gestione dei beni culturali, la sua efficienza, non sono l’obiettivo della promozione della cultura, ma un mezzo utile per la loro conservazione e diffusione. (….) la Corte Costituzionale in una sentenza del 1986, (...) ha indicato la ‘primarietà del valore estetico-culturale che non può essere subordinato ad altri valori, ivi compresi quelli economici’ e anzi indica che la stessa economia si deve ispirare alla cultura, come sigillo della sua italianità. (…..), la tutela del patrimonio artistico non è dunque un’attività ‘fra altre’ per la Repubblica, ma una delle sue missioni più proprie, pubblica e inalienabile per dettato costituzionale e per volontà di una identità millenaria”. Ho iniziato questo testo citandovi l'articolo 9 e l'intervento del presidente Ciampi, non per ridurre il tutto a una mera e propria lezioncina sulla cultura e sulla tutela dei beni culturali, ma ho voluto iniziare così per muovere un'accusa nei confronti di chi si è occupato di un recente restauro a Collesano(PA) nella basilica di San Pietro, privando la cittadinanza di opere d'indiscutibile valore storico-artistico e culturale, bisogna però precisare che sono dipinti murali di recente realizzazione o per meglio dire erano (1965-2011).
Come per un essere umano quei dipinti (che per loro natura dovevano durare in eterno) sono spariti o per meglio dire sono morti (utilizzando un termine a noi esseri umani familiare perché come sappiamo l'uomo muore e in questo caso specifico anche le opere d'arte muoiono ) dopo 46 anni quei dipinti non ci sono più sono stati sostituiti da pareti bianche. Sfregiando letteralmente la memoria culturale di un intera generazione. Questi Picconatori e non certamente Soprintendenti, questi ignoranti e non certamente esperti della curia, giustificano questo scempio con il fatto che questi dipinti murali (di Luigi Maniscalco) hanno un'incoerenza stilistica con l'impianto seicentesco della navata (la navata in questione è la navata dedicata alla madonna dei miracoli ); tutte sciocchezze; quindi secondo questi personaggi per il sol motivo che non trattasi di pitture coeve all'impianto della navata esse non rappresentano un pezzo di storia da salvaguardare! E' stupido pensarlo (ed è stupido da parte loro credere che tutta la gente sia ignorante in materia <>).Vi spiego quello che secondo me è accaduto ecco il mio pensiero: La Soprintendenza è nella piena fase di restauro il Prof. Gaetano Edoardo Alagna viene chiamato da uno dei suoi (Professore, Professore dice uno dei restauratori ho scoperto un affresco venga....) e si affrettano a portarlo alla luce (l'affresco in questione rappresenta dei personaggi che circondavano un Crocifisso)portato alla luce ed entusiasti della scoperta avranno chiesto il permesso a Don Franco Mogavero di eliminare i dipinti (su citati) convinti di trovare qualcosa di importante ma con loro amara sorpresa non anno trovato nulla. << La Storia dell'arte ci insegna che era uso e consuetudine, sia nel rinascimento, sia nel medioevo coprire opere già esistenti perché in quel periodo non esisteva la salvaguardia del patrimonio artistico culturale. Ma nel caso di Luigi Maniscalco non è così, perché per prima cosa non era, ne pittore rinascimentale, ne pittore medievale e in seconda battuta da studi da me svolti, riscontrabili ( nel recentissimo libro di Felice Dell'Utri, dal titolo CENTO PITTORI SICILIANI DEL PASSATO-inediti o poco conosciuti, edito nel 2009 dalla Lussografica di Caltanissetta.) questo valente pittore, restauratore e scultore non credo che avrebbe mai coperto opere di rilevanza storica; ricordiamoci che siamo nel 1965 periodo a cavallo fra il 1954 convenzione di Anversa e il 1970 convenzione di Parigi dove si inizia a discutere della salvaguardia dei beni culturali e altre sì bisogna ricordare che ci troviamo in presenza di un restauratore operante in tutta la Sicilia e non di un pinco pallino qualunque; non sminuiamolo come ha fatto il Signor. Rosario Termotto definendo lo stile del Maniscalco naif. Vorrei permettermi di spiegare a questo signore che naif significa bambino, e non dipingeva come un bambino, possiamo definire ad esempio naif il doganiere Russeau o altri pittori simili cioè tutti coloro che dipingevano senza regole precise , istintivamente, ma non certamente Luigi Maniscalco che come restauratore doveva sapere imitare tutti gli stili; quindi consiglierei il su detto Termotto di tornare a scuola.>>. Quindi dicevo dopo l'amara sorpresa si sono resi conto di aver combinato un bel guaio e si saranno detti: (Ora come spieghiamo alla gente il fatto di aver eliminato queste due opere ,inventiamoci un incoerenza stilistica e non se ne parla più tanto non sono dei tecnici quindi ci daranno ragione).Se è, realmente così come da me supposto io risponderei loro : (Io sono un tecnico in quanto artista e studioso d'arte e posso permettermi non solo di non darvi ragione ma anche e soprattutto posso criticarvi in maniera incisiva sulle vostre scelte sconclusionate). Terminando . J'accuse (io accuso) come fece Zola nella sua epoca (Zola si riferiva a dei politici), <> voi di totale Ignoranza.
P.S. Prima di fare scelte così importanti studiate la storia dei luoghi e le tradizioni ad esse annesse e poi di conseguenza deciderete il da farsi.
Giuseppe Condello