Il degrado del porto Presidiana e i relativi debiti fuori bilancio

L’amministrazione comunale di Cefalù deve fronteggiare ancora i problemi relativi al porto Presidiana. Lo ribatte il capogruppo del PD Rosario Lapunzina che in una nota sottolinea, per prima cosa, il mancato interesse nel sottrarre l’area ad un tale stato di degrado e in secondo luogo l’ammontare dei debiti fuori bilancio che ciò ha comportato. Pare che tutto risalga alla passata amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Simona Vicari, quando ha conferito all’ingegnere  Domenico Spina, l’incarico di redigere lo studio di Impatto Ambientale (SIA) finalizzato alla realizzazione del nuovo porto turistico – peschereccio di Cefalù.

L’ingegnere ha provveduto, nei termini previsti, a consegnare all’ora amministrazione comunale lo studio. L’Amministrazione, dal canto suo, non concluse l’iter autorizzativo del nuovo porto in quanto dichiarava che era erroneamente impostato. A seguito del rifiuto da parte dell’Assessorato Territorio e Ambiente, l’Amministrazione Vicari promosse un ricorso al T.A.R. che fu respinto. L’amministrazione successiva non si è preoccupata  del problema in corso e non ha proceduto ad adottare il corretto  iter amministrativo teso all’ottenimento delle previste autorizzazioni da parte delle competenti amministrazioni, abbandonando così l’iniziativa della realizzazione del nuovo porto. L’ingegnere Spina, alla luce dei fatti, ha chiesto con alcune note del 02/03/2009, 13/03/2009, 20/03/2011 e 18/10 2011 fatte pervenire al Comune di Cefalù, la liquidazione dei compensi per il lavoro svolto, minacciando di adire le vie legali.  L’amministrazione comunale attuale come quella precedente sembra che nulla abbia fatto per risolvere l’annosa vicenda del porto finendo con il creare ulteriori spese a carico delle casse comunale per il contenzioso e per prevedibili debiti fuori bilancio. Infatti pare che la cifra ammonti ad uno compenso di 39.000,00 euro richiesti dal professionista che ha redatto lo Studio di impatto ambientale. Una cifra che il Comune avrebbe dovuto pagare senza gravare ulteriormente sulle finanze comunali o quanto meno avrebbe potuto prendere in mano le redini per ripristinare una zona di grande importanza turistica ed economica per il paese.

Nella foto il consigliere Rosario Lapunzina