Le rappresentazioni drammatiche in Roma e nei suoi domini: i  Ludi scaenici

La prima opera teatrale romana su modello greco (una tragedia o forse una commedia) fu eseguita per merito di Livio Andronìco e fu rappresentata ai Ludi Romani nel 240 a.C. in onore di Giove Ottimo Massimo. Livius Andronīcus, era già noto ai Romani per aver fatto conoscere l’Odissea, il poema epico greco di Omero. Ed è proprio con Livio Andronìco che nasce ufficialmente il teatro a Roma. I Ludi Romani chiamati anche Ludi Magni, furono le festività inserite nel calendario della “Caput Mundi”, interpretate e svolte nel corso dell’anno. Tra queste feste predominava quella celebrata a settembre, mese per l’appunto dedicato interamente alla divinità di Giove Ottimo Massimo. I Ludi scaenici furono istituiti per la prima volta nel 364 a.C. sotto i consoli Caio Sulpicio Petico e Caio Licinio Stolone. Per l’occasione furono fatti venire a esibirsi i “ludiones”: giocolieri e danzatori provenienti dall’Etruria, accompagnati dal tibicine (un antico suonatore di flauto). Le argomentazioni trattate nel loro repertorio variavano: dai racconti mitologici alle narrazioni sulle guerre vinte dall’esercito romano. L’esibizione dei “ludiones” è ricordata dallo storico di Roma Tito Livio nella sua “Ab Urbe Condita” (VII, 2) raccontandoci che per evitare l’epidemia di peste che imperversava Roma si suggerì l’istituzione del Teatro. Nei ludi scaenici gli attori si esibivano con canti, danze e pantomime e fu uno spettacolo molto gradito ai Romani. Dall’evoluzione di questa rappresentazione ebbe origine la Satura, dove mimica, dialogo, danza e musica si fusero in un tutt’uno, dando vita a uno spettacolo completo dalla parvenza di farsa popolaresca. Tutti questi spettacoli oltre che nella capitale dell’Impero ebbero diffusione nelle varie Province, non ultima la Sicilia.