Il pantomimo tra Repubblica e Impero nel Mare Nostrum

Il passaggio dall’età repubblicana a quella Imperiale (e il conseguente lungo periodo di pace all’interno degli Stati dell’Impero (la cosiddetta Pax Romana, o Pax Augustea, ascrivibile a un periodo che va dal 29 a.C. al 180 d.C.) è contraddistinto da uno sviluppo delle Lettere e delle Arti. A partire dal I sec. d.C. si assisterà a un prolificare di attività teatrali e spettacoli. Gli attori, pur non abbandonando il repertorio classico dei commediografi come Tito Maccio Plauto, Afro Plubio Terenzio e del tragediografo Quinto Ennio, autori che s’ispireranno alle opere teatrali greche adattandole al gusto romano, si confronteranno con una nuova rappresentazione: il Pantomimo. Il nuovo spettacolo susciterà numerosi consensi dall’eterogeneo pubblico soprattutto per la facilità espressiva basata sulle brevi parti letterarie. La struttura teatrale inoltre assumerà un aspetto scenografico imponente costituita dal “fronte-scena”. Questa costruzione si articolava su due o tre piani che a differenza del teatro greco non sarà più distaccata dalla cavea, ma costituirà con quest’ultima un unico elemento architettonico. In questo scenario grandioso l’attore dovette imporsi sul vasto pubblico particolarmente esigente, rendendosi più abile nelle movenze e più chiaro all’ascolto degli astanti. Attraverso questo modo di elevarsi sugli spettatori il genere spettacolare del mimo e successivamente del pantomimo, registrarono un forte incremento degli spettacoli teatrali. I pantomimi (attori o danzatori che nelle loro esibizioni erano accompagnati da un coro) esponevano argomenti che andavano dal dramma al poema. Tra la fine della Repubblica sino a tutta l’epoca Imperiale, questo genere di spettacolo rimase il più amato e il più ricercato dagli spettatori. Nello stesso momento che le attività teatrali (commedie e tragedie) rallentarono la loro produzione per essere avvicendati dal mimo nella commedia e dal pantomimo nella tragedia, si svilupperà un’altra forma di spettacolo chiamata mimodramma. Segno identificante del mimodramma fu il tipo di rappresentazione: un mimo più ampio, caratterizzato sempre dalla parodia mimata e cantata, sullo sfondo di una ricca scenografia. Tuttavia, in questo contesto di rinnovamento la commedia e la tragedia, un tempo rappresentazioni primarie si fecero antagonisti. A tal fine accrebbero lo splendore della coreografia contendendo l’elemento puramente visivo dello spettacolo mimico. Nei teatri delle grandi città dell’Impero che si affacciavano sul “Mare Nostrum” ebbe un ruolo fondamentale la diffusione del Pantomimo che contribuì alla latinizzazione del bacino del Mediterraneo.