Sanità: Petralia Sottana Capitale del Diabete

Mentre questa mattina i sindaci madoniti faranno un sit-in a Palermo davanti Palazzo d'Orleans per farsi ricevere da Lombardo, nello stesso ospedale di Petralia Sottana c’è un reparto che può considerarsi di «eccellenza», quello di diabetologia diretto dal dottore Nino Russo (nella foto). Già 30 anni fa “il Giornale di Sicilia” titolava “Petralia Sottana Capitale del Diabete”, tutto questo dopo la pubblicazione di uno studio epidemiologico che evidenziava una prevalenza di oltre il 20% del diabete mellito su un campione della popolazione petralese over 40. Sulla scorta di questi dati, gli autori dello studio, i dottori Antonio Russo e Antonio Picone, nell’ allora Ospedale “Barone P. Agliata”, aprirono un ambulatorio per la cura del diabete, dando così inizio all’attività anti diabetica sulle Madonie e, in collaborazione con i docenti della Clinica Medica e della Scuola di Specializzazione di Diabetologia del Policlinico di Palermo, promossero ed organizzarono iniziative di aggiornamento per i medici di base e per il personale ospedaliero. L’attività anti diabetica ebbe un nuovo impulso nel 2000 con la creazione dell’Unità Operativa Semplice di Diabetologia all’interno della Divisione di Medicina Interna del nuovo Ospedale “Madonna SS dell’Alto”, diretta  Russo, e la relativa apertura del Day Hospital per i pazienti diabetici. Proprio grazie alla rilevanza ed alla buona qualità dell’ assistenza erogata, l’Unità di Diabetologia venne inserita in un Progetto del Ministero della Sanità e dell’ Assessorato Regionale Sanità,  curato dall’Unità Operativa Qualità della ASL 6, il cui scopo dichiarato era la creazione di una rete informatizzata dei dati clinici dei pazienti diabetici al fine di razionalizzare l’intervento medico,  contenere la spesa ed ottimizzare le risorse. All’ultimo censimento i diabetici registrati al Distretto delle Madonie sono 1616, ovvero il 6% di tutta la popolazione,anche se   ne risultano oltre 1800 in quanto all’ambulatorio ospedaliero di diabetologia giungono pazienti di comuni fuori distretto come  Resuttano, Lascari, Castel di Lucio, Caltavuturo, San Mauro e da Casteldaccia. A causa della elevata età media della popolazione delle Madonie, tra la più alta di Italia, tra i 1000 ricoverati per varie patologie annualmente nella Divisione di Medicina, circa 200, anche se non ricoverati a causa del diabete, ne risultano affetti.  Oggi è in fase di avanzata realizzazione un modello di Assistenza Integrata del paziente diabetico che vede in sinergia oltre al diabetologo, i medici di medicina di base e il Distretto Sanitario.  In un’ottica di amplificazione dell’offerta di salute nel territorio madonita,i medici  stanno realizzando una reciproca integrazione non soltanto logistica, essendo ormai ospitati all’interno della stessa struttura: in un solo giorno, programmato e concordato con il paziente verranno eseguiti tutti gli accertamenti sanitari, visite, analisi, indagini strumentali, erogazione dei presidi specialistici necessari. Non più dunque numerosi viaggi dal proprio comune verso i vari ambulatori, laboratori, uffici del distretto.

Lo specialista diabetologo ed il medico di medicina generale individueranno dei percorsi assistenziali integrati e personalizzati per ogni paziente diabetico ed in un unica giornata verranno concentrati gli accessi agli ambulatori specialistici, con abbattimento dei tempi di attesa, riduzione dei duplicati di prestazioni ed esami specialistici e notevole miglioramento della fruibilità delle strutture sanitarie. Sull’onda di questo progetto di assistenza integrata per il paziente diabetico,  la realtà Ospedale/Distretto Sanitario ha già pronto un analogo percorso per i  pazienti colpiti da ictus e sta lavorando per realizzare altri percorsi assistenziali per i malati cronici, cardiopatici e broncopatici.

In un solo giorno, programmato e concordato con il paziente verranno eseguiti tutti gli accertamenti sanitari, visite, analisi, indagini strumentali, erogazione dei presidi specialistici necessari. Non più dunque, numerosi viaggi dal proprio comune verso i vari ambulatori, laboratori, uffici del distretto.

In questo difficile momento della sanità madonita, che vede la popolazione ed i rappresentanti dei comuni montani in lotta per la salvaguardia del diritto alla salute, realtà di questo tipo offrono un concreto appiglio di speranza per una medicina rivolta verso la presa in carico e la cura del cittadino.