Replica dell'Ente Parco delle Madonie al responsabile di Fare Ambiente Madonie sulla questione suidi

L'Ente Parco delle Madonie risponde al responsabile di Fare Ambiente Madonie, Luca Martorana, dopo la breve lettera a sua firma pubblicata su MadonieLive questa mattina. Martorana, nella lettera, richiamava l'attenzione sul pericolo dei suidi.

La vigente normativa in tema di tutela delle aree protetta fa espresso diveto di introduzione di armi da fuoco in area di Parco. Questo Ente di concerto con i sindaci del territorio e la deputazione regionale si è prodigato per far approvare una legge regionale che, in deroga alla normativa nazionale, consentisse in casi di estrema necessità, dei piani di abbattimento selettivo. Nell'ottobre del 2008 l'Assemblea Regionale Siciliana approvava la proposta di legge per controllare, con appositi piani di abbattimento, il fenomeno del sovrappopolamento di fauna selvatica e inselvatica. Il testo di legge veniva immediatamente impugnato dalla LAV (Lega Anti Vivisezione). Nonostante l'impugnativa accolta dal Commissario dello Stato, grazie all'impegno dell'Ente Parco, dei Sindaci e della competente Commissione Regionale, apportate le necessarie modifice, in data 21 novembre 2008 veniva pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana la L. 12/2008 "Norme di controllo del sovrappopolamento di fauna selvatica e inselvatica in aree naturali protette" in osservanza della quale i comuni di Petralia Sottana, Castelbuono e Collesano procedevano con ordinanze di abbattimento dei suidi che venivano immediatamente sospese dal TAR in accoglimento di un nuovo ricorso presentato, ancora una volta, dalla LAV. Allo stato attuale, nonostante gli sforzi dell'Ente Parco, è quini illegale procedere a piani di abbattimento, per questo motivo è stato predisposto, di concerto con l'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente e il Corpo Forestale della Regione, un piano di cattura dei Suidi attraverso l'utilizzo di gabbie. Continua intanto l'impegno dell'Ente per superare gli attuali divieti imposti dalla normativa. Nei mesi scorsi, per ben tre volte, l'Ente Parco in collaborazione con la competente commissione all'ARS, ha presentato degli emandamenti per autorizzare gli abbattimenti selettivi di fauna ibrida inselvatichita mentre un nuovo emandamento sarà riproposto nella prossima finanziaria. Solo a seguito di una modifica legislativa che consenta una volta per tutte piani di abbattimento selettivo si portà seriamente constrastare l'emergenza suidi nelle Madonie. Ente Parco e sindaci sono in prima linea in questa battaglia, una corretta informazione può aiutare la comunità madonita a capire il problema e a sostenere l'attività degli enti peposti evitando polemiche strumentali e destituite di ogni fondamento.