Raccolta firme per il campanile della chiesa
- Lascari,
- Attualità,
- Claudio Longo
Le campane hanno scandito per secoli i ritmi della vita civile e religiosa. E ancora oggi sono simbolo di appartenenza. Si fabbricano da quando l’umanità ha iniziato a lavorare il metallo. E da allora scandiscono il tempo e uniscono le persone, invitando alla guerra ed al raccoglimento religioso, chiamando alla festa e annunciando i pericoli.
Sono le campane, antichi strumenti musicali che nei secoli hanno simboleggiato la forza e l’unione di una comunità. In Italia ce ne sono tantissime, e non potrebbe essere diversamente in una terra caratterizzata da campanili e campanilismi. Senza una campana, nessuna comunità è veramente tale.
Le Campane annunciano gli atti liturgici: la messa, il rosario, il catechismo, l’innalzamento dell’Ostia. La campana festeggia la vita e annuncia la morte, con rintocchi lenti e profondi. E ancora come regolatrice della vita comune, per la regolazione dei passaggi, per avvertire del fuoco e per altri tipi di allarme. Persino per segnalare la giusta via ai pellegrini in cammino. Un percorso in cui le campane ci raccontano, con voce laica o religiosa, la nostra storia trascorsa è quello che si svolge tutto nella nostra comunità.
Nella civiltà rurale le campane hanno sempre avuto il compito di suonare all’arrivo dei grossi temporali o della grandine, nella speranza di allontanarli e quindi di salvare i raccolti; nelle tante preghiere scritte sopra le campane si trovano spesso queste formule: “a fulgure et tempestate libera nos Domine” oppure “recedat spiritus procellarum” oppure “Defunctos ploro-nimbos fugo-festaque honoro”.
La campana ha scandito i tempi dell’esistenza: senza una campana non ci sarebbe potuta essere una vita comune nei villaggi, né relazioni tra paesi e parrocchie. È un richiamo collettivo, quello del suono della campana, soprattutto un simbolo di appartenenza. Per questo è da sempre tanto amata tra coloro che vivono sotto di lei. Così amata che ognuna- soprattutto se si tratta di un esemplare “storico”, o di particolare importanza- ha il proprio nome, segno di identità specifica. Simili nelle forme, diverse per suoni e dimensioni, tutte accomunate dal materiale con cui sono costruite, il bronzo.
Con il suono della campana si scandiscono i ritmi della vita. Così si possono ascoltare i rintocchi all’alba (mattutino), alla nascita del sole, del mezzogiorno (per segnalare la sospensione dei lavori agricoli per mangiare), del vespro, all’imbrunire. Rintocchi per cercare i capi dispersi ecc.
Le Campane a Lascari hanno da sempre dato un segno di unità di tutta la comunità civile e religiosa: Annuncio della S.Messa; l’Angelus Domini (“Ave Maria”): mattino, mezzogiorno e sera; i Matrimoni, i sacramenti, i funerali, le feste, le processioni, le solennità, i tridui, le novene, le rogazioni, le S.Quarantore e tutte le vigilie di questi eventi. Poi l’annuncio della morte di un parrocchiano o di una parrocchiana.
E, infine, rintocchi di ore, ribattuta, mezzore, quarti non solo di giorno, ma anche di notte.
Con questa petizione popolare i cittadini di Lascari chiedono all’Amministrazione Comunale di ripristinare il ritmo delle ore, delle mezzore e dei quarti, anche la notte e per le vie del paese in questi giorni una raccolta di firme.