Ricordando Salvatore Contino in arte Tinosa Maestro del Surrealismo in Sicilia

Il giorno undici settembre scorso ricorreva il terzo anniversario della scomparsa del compianto Maestro Salvatore Contino, in arte Tinosa (classe 1922), poliedrico artista siciliano. Egli è considerato in maniera unanime il principale esponente del Surrealismo in Sicilia ed è noto, soprattutto in America Latina come il Salvador Dalì di Sicilia, per il suo geniale estro artistico, per i virtuosismi  tecnici e cromatici. Il maestro aderì negli anni Settanta alla corrente del Surrealismo, dandone una interpretazione fortemente personale e con una marcata valenza onirica. Il nostro artista prefigurava una umanità futura capace di sfruttare a proprio piacimento l’enorme risorsa energetica dei campi gravitazionali. La pittura di Tinosa è dominata da enormi strutture dal profilo elegantissimo che svettano sino a perdersi nell’infinito e nelle quali sono emblematicamente presenti edifici a forma di torrione che sovrastano su orizzonti di ampio respiro. Spesso si vedono figure umane che ascendono progressivamente verso l’alto anelando di raggiungere la vetta, quasi a simboleggiare il desiderio dell’umanità ad elevarsi al di sopra delle caducità della vita terrena. Ad una lettura attenta della pittura di Tinosa, non si può fare a meno di sottolineare la presenza di una fitta trama di archetipi inconsci e di un complesso substrato iconologico, che accomunano questo artista ai grandi maestri del Surrealismo internazionale. Egli meriterebbe una maggiore attenzione da parte della critica e degli estimatori di questa grande corrente artistica.