APPRENDI (PD). ANCORA UN SUICIDIO NELLE CARCERI SICILIANE E' ALLARME ROSSO
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Avendo appreso dal quotidiano REPUBBLICA del suicidio di un giovane di 35 anni, tunisino, nel carcere di Palermo, PAGLIARELLI, mi sono recato in visita, insieme al dott. Vincenzo Scalia del direttivo nazionale dell'associazione ANTIGONE.
La direzione ci ha riferito che il giovane era stato trasferito da Roma ad Augusta e poi a Palermo per motivi di litigiosità.Viveva in una cella , che abbiamo visitato, insieme ad altri 6 reclusi, tutti stranieri.
Mohammed NAYLI era nato nel 1976 e aveva una condanna a 12 anni per l'omicidio di un suo connazionale, fine pena 2019.
Un compagno di cella lo ha trovato , attorno alle 5 di ieri mattina, impiccato con un lenzuolo,ad una sbarra del gabinetto , con la porta chiusa. Pare che si rifiutasse di parlare con gli educatori e non partecipava alle attività trattamentali. Il suo rapporto con gli agenti era buono. PAGLIARELLI, come tutte le carceri soffre di sovraffollamento. 1300 detenuti a fronte di una capienza di 780, di cui solo 836 con pena definitiva, gli altri in attesa di giudizio , appellanti o ricorrenti,350 stranieri e circa 200 tossicodipendenti. Una bomba inesplosa, malgrado gli sforzi che fa il personale in servizio, sottodimensionato e sott'organico.Gli agenti sono 715, di cui
200 sono impegnati nelle traduzioni e 170 in servizi indispensabili per cui rimangono 310 unità diviso 3 turni.Assolutamente insufficienti sono le 80 ore del servizio svolto dai psicologi. Quanto dobbiamo aspettare perchè vengano revisionati i meccanismi per la custodia cautelare e per il rilancio delle pene alternative?
In Sicilia con l'apertura del carcere di Favignana sono già stati prelevati agenti dagli esigui organici ed altri saranno necessari con
l'apertura del carcere di Gela e con il nuovo reparto di PAGLIARELLI. Quando il Governo Berlusconi pensa di assumere il personale della polizia penitenziaria che manca dall'organico previsto e gli operatori professionali, come psicologi,
educatori e assistenti sociali? Il Ministro Nitto Palma è ora che passi dalla denuncia delle carenze nelle carceri alle proposte operative da realizzare prima possibile.