A PROPOSITO DEI TAGLI DI 'PUNTI DI NASCITA'
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L’ADUS condanna fermamente i provvedimenti di chiusura dei “punti di nascita” dei Nosocomi di Cefalù e di Petralia.
L’Associazione Difesa Utenti Sanità ricorda che il 24 febbraio ha inviato all’Assessore Regionale alla Sanità una petizione, scaturita da una Conferenza tra i Sindaci delle Madonie - sottoscritta dagli stessi Primi Cittadini - per riaffermare il principio della territorialità dell’Ospedale San Raffaele Giglio di Cefalù e, nel contempo, dare un maggiore equilibrio tra medicina d’eccellenza (Oncologia) e quella Ordinaria e Specialistica.
Tale petizione, putroppo, non ha trovato né ascolto, né, tanto meno, accoglimento.
Duole, altresì, evidenziare come nessuna iniziativa e/o sollecitazione risulta essere stata intrapresa dai Sindaci interessati verso l’Organo Politico Regionale. Né si può ignorare un atteggiamento osti-le da parte del Presidente della Fondazione San Raffaele Giglio per tale iniziativa.
Oggi, ecco la levata di scudi per il taglio del “punto di nascita”.
Ad avviso di questa Associazione – che si esprime favorevolmente per il mantenimento del predetto Reparto – tale operazione deve essere intrapresa nell’ambito della rivendicazione dell’affermazione del principio di territorialità del predetto Nosocomio e non come un fatto isolato riferentesi al solo “punto di nascita”.
Esistono tutti i presupposti perché la predetta Unità ospedaliera abbia una diversa considerazione.
La posizione geoturistica di Cefalù la pone come Unità a carattere internazionale e, quindi, ne reclama apposite prerogative. Da ciò ne consegue la necessità di un equilibrio tra Chirurgia e Medicina Oncologica, quella Ordinaria e Specialistica che attualmente viene rimandata alle calende greche, se non addirittura soppressa.