Appello a politici e stampa: non strumentalizzare politicamente le difficoltà attuali del San Raffaele Giglio
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Mentre oggi fa notizia la ritenuta malasanità (“ritenuta” è un termine d’obbligo in assenza di provvedimenti della Magistratura) delle case di Cura private palermitane, passa sotto silenzio la notizia che ipotizza il depotenziamento dell’Ospedale S. Raffaele G. Giglio di Cefalù perchè (essendo succursale del ben noto S. Raffaele di Milano) verrebbe a pagare per primo lo scotto degli ammanchi di bilancio della Fondazione che lo tiene in operatività in collaborazione compartecipata con le Regione Sicilia.
Scrivo come privato cittadino ma anche come ex-paziente della struttura ospedaliera S. Raffaele G. Giglio di Cefalù.
Di fronte a certe notizie che riportano buchi economici apparentemente incolmabili e nell’ipotesi di una ritenuta mala gestione dell’amministrazione del nosocomio cefaludese, è innegabile che sia giusto che coloro che hanno indebitamente lucrato sui servizi oppure sulle maggiorazioni d'acquisto paghino personalmente in sede civile e penale.
Da cittadini però non dobbiamo far venire meno il sostegno alle maestranze che operano all’interno del S. Raffaele G. Giglio di Cefalù. Si tratta di uomini e professionisti che da sempre hanno anteposto il loro calore umano e la loro esperienza personale e professionale (rispetto al freddo distacco emotivo) nei rapporti con il paziente.
Essere stato ospite della struttura S. Raffaele G. Giglio per vicende poco piacevoli che coinvolgono la salute ha significato (per chi lo è stato) avere avuto un contatto umano aperto, sempre chiaro e trasparente con primari, medici, infermieri e operatori sanitari ed amministrativi.
Tutti indistintamente instaurano, ognuno per la propria competenza, sia con il malato che con i parenti che lo assistono, quel giusto equilibrio dove non c’è pietismo e men che mai disprezzo oppure insofferenza, ma assistenza, partecipazione e umanizzazione in tutte le fasi che vanno dalla crisi alla degenza alla dimissione e si estendono al post ricovero.
Ciò fa del S. Raffaele G. Giglio una struttura che opera con standard clinici e protocolli giovani e snelli nel più alto rispetto dell’uomo e del paziente, laddove quest’ultimo continua ad mantenere sempre la dignità di persona e non è mai considerato un numero.
Auspico che le relazioni e le rendicontazioni economiche che saranno illustrate nei prossimi giorni siano corroborate da numeri positivi e da proiezioni altrettanto floride, così da far prevedere un ripianamento di eventuali situazioni debitorie.
Non dimentichiamo inoltre che la struttura accoglie richieste di esami e ricovero che coprono tutta la Sicilia ed un buon numero di queste richieste provengono dall’utenza che vive nell’Italia centrale.
L’appello che però voglio lanciare alle forze politiche locali e regionali nonchè a tutti gli organi di stampa locale e nazionale è quello di non strumentalizzare politicamente l’attuale situazione economica del S. Raffaele G. Giglio di Cefalù per attaccare “taluno” o “talaltro” così da spingere verso il far venire meno la prosecuzione della compartecipazione tra pubblico e privato realizzata in questi anni e l’inevitabile chiusura dei protocolli del S. Raffaele G. Giglio.
L’innegabile beneficio che la terra di Sicilia e i suoi abitanti hanno avuto in questi anni dalla presenza e dalle operatività offerte dal S. Raffaele G. Giglio è sotto gli occhi di tutti, e i benefici che ogni paziente ha ricevuto lo si può scorgere nell’espressione di fiducia di chi percorre i viali per tornare periodicamente a visita di controllo, certo di trovare professionisti seri e rispettosi dell’uomo, del paziente, della sua patologia, delle sue paure, a volte della disperazione per l’inevitabilità delle diagnosi, nonchè dei parenti che lo accompagnano nel suo cammino verso la guarigione.
Gli ospedali non sono solo numeri; invero ospitano uomini (sanitari e pazienti) che combattono quotidianamente una battaglia per vincere la guerra contro il dolore e la malattia.
Enzo Bisconti