Operai Fiat in corteo a Roma: per il sindaco Alemanno i manifestanti sono penalmente perseguibili

Un corteo che manda in tilt per ore il traffico del centro: a manifestare ieri mattina sono stati gli operai della Fiat di Termini Imerese, in difesa dei loro posti di lavoro. Il copione è quello ormai scontato di altre mille manifestazione del genere: piazza Venezia bloccata, decine di bus deviati, tanti disagi per pedoni e automobilisti, la protesta di commercianti. La novità semmai è stata la reazione del sindaco, che ha chiamato questore e prefetto chiedendo il blocco del corteo. E non solo: «Il questore mi ha confermato che la manifestazione era autorizzata come "statica" a piazza Santi Apostoli. Poi, su richiesta degli organizzatori, è stato concesso uno spostamento dei manifestanti sui marciapiedi, "alla spicciolata" cioè non in corteo, a Montecitorio. Quindi non è mai stata autorizzata l' invasione in particolare di piazza Venezia. Chiedo quindi che l' autorità giudiziaria persegua i partecipanti i per manifestazione non autorizzata e blocco stradale». Il sindaco sceglie insomma la linea dura: sull' altro fronte arrivano le reazioni degli uomini di Sel, Sinistra e libertà, e degli stessi operai. «Vorrei esprimere la mia solidarietà ai manifestanti e al sindaco di Termini Imerese, vorrei scusarmi con loro e spiegare che non tutte le istituzioni cittadine si ritrovano nell' insensibilità e nell' ostilità espressa da Alemanno - commenta Andrea Catarci, presidente dell' XI Municipio - Anzi al nostro municipio quelle parole hanno provocato vergogna ed indignazione». E aggiunge Gianluca Peciola, che si Sel è consigliere provinciale: «Gravissima la decisione del sindaco, un evidente tentativo di limitare il diritto costituzionale di manifestare, col pretesto del traffico in tilt». Risentito anche Salvatore Burrafato, sindaco di Termini Imerese: « Alemanno non può mica pensare che si protesti in Sicilia. Siamo venuti in 700, carichi di domande che attendono risposta. Se fossi Alemanno? Avrei chiesto ai romani un po' di tolleranza e penso che avrebbero capito, si tratta del futuro di 2200 persone». Il sindaco di Roma ha comunque ribadito che: «Tutti hanno diritto a manifestare qui, ma la città non può essere messa in ginocchio da manifestazioni non autorizzate. Chi protesta deve capire capire che non possono essere i cittadini e gli automobilisti di Roma le vittime della mancanza di risposte della politica alle loro giuste rivendicazioni». Oltre E incassa anche la solidarietà dei commercianti: «Dobbiamo essere realisti: in giornate come questa, sempre più frequenti visto che la media a Roma è di circa 2000 manifestazioni all' anno, la città si paralizza, il traffico impazzisce, cittadini e turisti sono preda del caos più totale e gli operatori del commercio sono i primi a risentirne - spiega il vicepresidente vicario della Confcommercio di Roma, Roberto Polidori - Spesso abbiamo subito anche atti di vandalismo che ormai le assicurazioni si rifiutano di coprire, con una perdita economica stimabile in centinaia di migliaia di euro, sia per le singole imprese che per l' intera economia capitolina».

Fonte: archiviostorico.corriere.it