1° Raduno Autostoriche - Città di Campofelice di Roccella
- Campofelice,
- Eventi,
- Claudio Longo
“Verso la metà degli anni ‘50 in Fiat s’inizia a pensare all’erede della 500 Topolino, una piccola ed economica vettura che affianchi la 600 del 1955 e copra lo spazio vuoto lasciato nel segmento inferiore, senza porsi come diretta alternativa alla 600 le cui vendite vanno a gonfie vele e sono in crescita. Questo paradigma influenza la spartanità estrema della nuova 500. L’iniziativa è caldeggiata e spinta dall’allora presidente Vittorio Valletta che stabilisce anche i requisiti essenziali della nuova piccola automobile: massima economicità produttiva e consumi ridottissimi. Sono gli anni della crisi di Suez e il continuo rincaro del prezzo della benzina si fa sentire. Il progetto è affidato a Dante Giacosa. Egli tiene in debita considerazione le idee stilistiche di Hans Peter Bauhof, giovane tedesco impiegato alla Deutsche-Fiat di Weinsberg che nel 1953 propose alla casa di Torino i disegni di una piccola vetturetta due posti, ispirata nelle forme al celebre Maggiolino della Volkswagen prodotto dagli anni ‘40, motorizzata con un propulsore due tempi che aveva concepito nel 1950.
Rispetto al Maggiolino il volume è pressoché dimezzato e anche il numero dei posti a sedere è la metà: due anziché quattro. Sarà a trazione e motore posteriori. A Giacosa il motore proposto da Bauhof non piace perché incompatibile con gli standard di economia e longevità della Fiat ma apprezza molto la linea della carrozzeria e fa allestire alcuni prototipi in gesso per definire il disegno della nuova vettura. Dedica parecchio tempo in prima persona a questa importante fase. Stabilito il disegno della carrozzeria si lavora molto sul motore. Scartato subito l’originale due tempi di Bauhof sono allestite e testate unità prototipali a benzina a quattro tempi con due cilindri raffreddati ad aria forzata, in varie configurazioni: a camere di combustione in testa e a camere laterali, ad alberi a cammes in testa e ad alberi a cammes nel basamento con punterie ad aste e bilanceri, a cilindri paralleli e a cilindri contrapposti, a disposizione longitudinale e a disposizione trasversale. La versione a cilindri contrapposti è subito osteggiata dallo stesso Giacosa per via dei costi eccessivi, le altre vengono via via scartate per scarsa affidabilità o eccesso di vibrazioni.
La scelta definitiva cade sul motore longitudinale a due cilindri paralleli con camere di combustione a tetto in testa e punterie ad aste e bilanceri, due valvole per cilindro, raffreddato ad aria forzata, 479 cc di cilindrata; eroga 13 CV. L’unità non riuscirà mai ad essere del tutto priva di vibrazioni a causa della scelta progettuale dei pistoni affiancati; si sopperisce montando il motore a sbalzo su una piccola sospensione a molla ancorata alla traversa posteriore che diverrà subito una tra le caratteristiche più note della 500. La prima serie La vettura viene presentata al pubblico il 4 luglio 1957 con il nome di Nuova 500 per sottolineare la sua discendenza dalla 500 Topolino, arrivata alla versione “C” e uscita di produzione pochi anni prima. La velocità massima è di 85 km/h. Il prezzo di lancio 490.000 lire, piuttosto alto se paragonato a quello di poco superiore della 600. (si ringrazia Fiat 500 club Italia per le info sulla storia).
Ieri 24 Settembre 2011 a Campofelice di Roccella il 1° Raduno Autostoriche Città di Campofelice di Roccella. Tante erano le auto delle migliori marche produttrici dei tempi. VEDI IL FILMATO e il FOTOREPORTAGE.