OMAGGIO A FRA NNIRIA ULTIMO QUESTANTE DI GIBILMANNA, FRATE ANDREA

L’ULTIMO MONACO DI CERCA. “L’ULTIMO QUESTUANTE DEL CONVENTO DI GIBILMANNA”

Prima di illustrare il personaggio Frate Andrea, vorrei soffermarmi sulla parola: Perchè...Gibilmanna. L'appellativo di “Gibilmanna” risale al 1535. Prima l'esistenza di tale nome non risulta da alcun documento. L'appellativo di Gibilmanna deriva dalla parola araba: ghibil che significa monte.
Non essendo stata la zona di Gibilmanna produttrice di grandi quantitativi di manna, si pensa che il nome aggiunto alla radicale araba, sia dovuto alla corruzione dell’idioma siciliano proveniente da Jubileo Magno.

Andrea La Rocca al secolo Epifanio, questo il suo nome nasceva a Resuttano l' 8 marzo 1917 da Croce e Giuseppa Candemi, Andrea prese la vestizione religiosa di frate il 23/01/1938, la professione temporanea il 24/01/1939 mentre la solenne proclamazione a frate Francescano avvenne il 27/01/1942. Frate Andrea questuante del convento prima di Randazzo ed infine di Gibilmanna, con residenza per vari mesi nei luoghi tra cui Caltavuturo.

Frate Andrea faceva ripeto parte dell’ordine dei Francescani. L'ordine nacque intorno al 1820, circa, quando il frate francescano osservante Matteo da Brescia nato nella regione del Marchiggiano, Italia, si convinse che lo stile di vita condotto dai Francescani del suo tempo non era quello che San Francesco aveva immaginato. Egli desiderava ritornare allo stile di vita originario in solitudine e penitenza come praticato dal fondatore del suo ordine.

I suoi superiori cercarono di sopprimere queste innovazioni, e fra' Matteo e i suoi primi compagni furono costretti a nascondersi dalle autorità della Chiesa, che desiderava arrestarli per aver abbandonato i loro obblighi religiosi. Erano, del resto, gli anni della riformarma Luterana e, pertanto, qualsiasi tentativo di rinnovamento era mal visto dai superiori degli ordini religiosi. Matteo e i suoi amici trovarono rifugio presso i monaci , in segno di gratitudine essi adottarono successivamente il cappuccio indossato da quell'ordine, che era il marchio dell'eremita in quella regione d'Italia, e l'uso di portare la barba. Ironicamente, il nome popolare del loro movimento ha origine da questa caratteristica dei loro costumi.Nel 1528, Matteo ottenne, con la mediazione della, duchessa di camarino, l'approvazione di Clemente VII°° con la "Religionis zelus" e gli fu dato il permesso di vivere come un eremita e di andare ovunque predicando ai poveri. Questi permessi non furono solo per lui, ma per tutti quelli che si sarebbero uniti a lui nel tentativo di restaurare l'osservanza più letterale possibile della regola di San Francesco. Matteo e il gruppo originario furono presto raggiunti da altri ed inizialmente vennero detti "frati minori della vita eremitica" ed a causa dell'opposizione degli Osservanti, si trasformarono in una congregazione, i frati eremiti, ramo dei Francescani, ma dotati di un proprio vicario.I frati  minori L'Ordizie fondato da Francesco d'Assisi crebbe con rapidità e, verso la metà del Secolo XIII, contava circa 8.000 Conventi e 200.000 monaci.All'Ordine Francescano appartennero i Papi: Nicola IV, Alessandro V, Sisto V e Clemente XIV; Tommaso da Celano e Frate lacopone da Todi.li secondo Ordine fondato da S. Francesco è quello delle Religiose; la prima delle quali fu S. Chiara (1212), onde il nome di Clarisse.II   Terz'Ordine, detto dei Terziari, fu fondato da Francesco, nel 1221. ICappuccini   in  SiciliaQuando i PP. Cappuccini posero piede in Sicilia, questa era sotto il dominio della dinastia austriaca.Re Ferdinando il Cattolico morì il 23 gennaio 1516.Sulla cattedra di Pietro sedeva Papa Clemente VII, reggeva l'Impero Carlo V; Viceré dell'Isola il Conte di Monteleoiìe Ettore Pignatelli.Il P. Bernardino Giorgio da Reggio fu invitato in Sicilia per istituirvi i relativi Conventi.Il l° Convento è stato fabbricato a Messina,Il  convento a Castronovo, in Provincia di Palermo, nel 1533; il terzo è stato fondato a Vizzini, in Provincia di Catania; del 1534 è quello di Castrogiovanni, del,,1535 quello di Gibilmanna.Il culto dei Cappuccini per Maria Vergine:II poverello d'Assisi ebbe una grande devozione per Maria SS.Volle chela Porziuncula fosse dedicata al culto della Vergine. Il Santo pose sotto le ali di Maria i suoi figli. Egli la costituì avvocata del suo Ordine.Maria, avvocata e protettrice dei Frati poverelli, è la base del culto dei Padri francescani. Meraviglioso il " Saluto della Beata Vergine" scritto dal poverello d'Assisi.

Ritorniamo ad Andrea (FRA NNIRIA COSI CONOSCIUTO DA TUTTI), omone, alto, barba lunga, conosciuto ed amato a Caltavuturo e paesi limitrofi per la sua forte personalità, noi ragazzini attratti da questo personaggio, l’uomo umile che ci accoglieva nella sua casa in Via C. Balbo e ci regalava medagline, coroncine da rosario, immagini della Santa Vergine di Gibilmanna, caramelle, ma soprattutto “sarde salate” provenienti da Cefalù (un piatto di sarde salate per i tempi era come un piatto di gamberoni oggi) Frate Andrea prima con il mulo e subito dopo con la sua fuori-strada una geap tipo militare della Fiat, girava sempre per le campagne di Caltavuturo, nelle masserie per raccogliere la questua che non era ”danaro” ma frumento, uova, qualche gallina, olio e soprattutto alimenti era conosciuto da tutti, dico tutti, frequentava quando era in paese i bar e i locali pubblici, cosa che a quei tempi era “stranezza” per un uomo di chiesa. Ancora oggi vive nei cuori della generazione che lo ha conosciuto e purtroppo è rimasto l’ultimo monaco di “cerca”, si spense in santità il 24/04/2003 a Cefalù ove è sepolto nel cimitero dei Frati.