Tre comuni senza preside. Si ′salva′ Geraci Siculo

I tagli al comparto istruzione producono nuovi e non certo positivi risultati nelle alte Madonie. Già nella scorsa primavera si era parlato di accorpamento degli istituti che non raggiungessero un certo numero di allievi, con l'avvio delle lezioni il quadro si è fatto nitido. In tre comuni, Alimena, Petralia Sottana e San Mauro Castelverde non ci sarà più un dirigente scolastico nominato a guida dei relativi istituti comprensivi. Da alcuni anni questi ultimi riuniscono in unica struttura scuola materna, elementare e media. Gli ultimi decreti ministeriali hanno stabilito che devono andare in "reggenza" gli istituti di montagna con meno di 300 iscritti. In pratica l'ufficio di presidenza viene formalmente mantenuto ma ad occuparlo sarà un reggente, cioè un preside già alla guida di altro istituto. Questo per l'anno scolastico che sta per iniziare, mentre per il 2012/2013 sono quasi certi gli accorpamenti definitivi. A San Mauro, che conta 153 alunni, è stato designato il Prof Liborio Miserendino, che già guida il comprensivo di Gangi con oltre 600 allievi. A Petralia Sottana farà da reggente l'ex preside, Prof. Vittorio Castrianni ora nominato titolare a Castellana Sicula. Situazione analoga ad Alimena dove la reggenza va al già preside Prof. Cataldo Manzone ora chiamato all'Isis di Gangi. Proprio Alimena è uno dei casi più emblematici; 5 plessi scolastici per quasi 300 allievi sono una scuola che secondo il ministero può avere un preside a metà con le superiori di Gangi dove si contano oltre 600 iscritti. Saranno i docenti nominati vicari del dirigente a dover mandare avanti la scuola dato che il reggente, bene che vada, riuscirà a farsi vedere una volta a settimana. Se tre comuni rimango senza preside la stessa sorte sarebbe toccata anche a Geraci Siculo,(nella foto l′edificio scolastico del paese) dove l'imminente pensionamento del dirigente, Prof. Lorenzo Lo Pizzo, ha consentito di ottenere una proroga; ancora un anno con un preside titolare e poi reggenza garantita o addirittura accorpamento. È proprio, "il preside in proroga", alza la voce per dire il suo no alla sfascio della scuola pubblica. "Dopo una vita nella scuola- afferma Lo Pizzo- sono addolorato nel vedere come ci hanno ridotto. Le nostre sono scuole d'eccellenza, con mense interne, ottimi servizi e qualità. Nulla di tutto ciò, pero, importa a chi decide di tagliare le gambe a un territorio e alle sue giovani generazioni"