GIUSEPPE RIGGIO, STUDIOSO MADONITA CHE INCONTRO′ PIER PAOLO PASOLINI
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Ad Isnello, presso il Centro Sociale, sabato 17 settembre, sarà presentato il libro Isnello piccolo e bello, di Giuseppe Riggio, edizioni Arianna. Con l′autore interverranno il Sindaco Giuseppe Mogavero e l′editrice Arianna Attinasi. MadonieLive sarà presente e aspettando la presentazione, pubblica l′intervista fatta all′autore dalla nostra Vicedirettore, nel novembre del 2010.
Giuseppe Riggio è uno studioso madonita. È stato un insegnante di Lettere e ha chiuso la sua carriera facendo il Preside al Liceo Classico Mandralisca di Cefalù. Oggi, da pensionato, dedica il suo tempo allo studio, alla famiglia e alla terra. Io direi che è un intellettuale e un fine studioso. Molto interessante è la sua postfazione al libro La Casazza di Isnello curato da Pino Guercio per i tipi di edizioni Arianna. Pochi sanno che nell′estate del 1969, incontrò ad Isnello, Pier Paolo Pasolini. Si proprio P.P.P., l′intellettuale scomodo che diceva: "Io non credo che Cristo sia figlio di Dio, ma piuttosto che Cristo sia divino, credo cioè che l′umanità sia in lui così alta che va al di là del comune". In uno dei suoi viaggi nell′isola siciliana, il Maestro fece tappa anche nel cuore del Parco delle Madonie. Quasi nessuno lo riconobbe eccetto il giovane Riggio. Presero un caffè insieme e parlarono dei suoi film.
Professore Riggio, mi racconta del suo incontro con Pier Paolo Pasolini?
A me capitò una cosa davvero emozionantissima. Era l′estate del 1969, camminavo per il corso principale di Isnello e vedo venire di fronte a me Pier Paolo Pasolini con un altro uomo più alto di lui e un terzo uomo, probabilmente l′autista. Io, timoroso mi rivolsi a lui dicendo: "ma lei non è il Maestro Pasolini?" Lui risponde si. Allora io chiesi se potevo fargli qualche domanda e lui acconsentì invitandomi a sederci al bar a prendere il caffè e a chiacchierare. L′anno precedente a Cefalù nel Circolo Culturale Il pungiglione, avevamo visto tutti i film di Pasolini. In quegli anni c′erano tante cose nuove, erano gli anni rivoluzionari del cambiamento. I film di Pasolini venivano fischiati, rifiutati. Se penso a Medea o Porcile, ricordo che la gente al cinema fischiava e usciva. Così io gli chiesi perchè proprio lui che era uno scrittore nazional-popolare, al cinema veniva fischiato, perchè non riusciva a comunicare col cinema e tuttavia nel Vangelo secondo Matteo la gente lo ha applaudito. Lui rispose che era naturale perchè il linguaggio del Vangelo secondo Matteo parla da solo, faceva riferimento ai simboli primitivi, era semplice. La poietica è infantile nella prima parte, teatrale nella seconda parte. Le scene sono girate nei costumi dell′epoca, nei grandi palazzi del Rinascimento italiano. Nell′ultima parte c′è la poietica popolare, quella degli svenimenti ai piedi della croce, il popolo che partecipa e sviene. Di contro nei film come Medea o Porcile il linguaggio è ostico, brutale, la gente vomitava. Ricordo come adesso che Pasolini fu di una semplicità unica. Mi disse: "io cerco un linguaggio cinematoriale che ancora non ho trovato. Il soggetto e l′oggetto che ho trattato nel Vangelo secondo Matteo si prestava. Forse al tragedia greca si presta meno, quello di Medea si presta meno o la mia interpretazione si presta meno e non è adeguata alla comunicazione." Io allora non sapevo che esistesse il film-documento Passione ad Isnello e non potei chiedergli se conosceva Ugo Fasano, l′autore. Tuttavia chiesi cosa facesse lui lì. Mi rispose che era lì alla ricerca di nuove ambientazioni per girare i suoi film. Oggi gli chiederei tante altre cose!
Professore, mi parli ora dei suoi studi, a proposito della postfazione che si trova sul libro su citato.
Io ipotizzo che la Sacra rappresentazione in Sicilia, in particolar modo la Casazza o manifestazioni simili ad essa, eccetto il Mortorio che nasce con l′Orioles è una vera e propria rappresentazione teatrale dalla creazione di Adamo fino a Gesù Cristo. La Casazza è una Sacra rappresentazione vera e propria mobile che si svolge come una processione, tanto è vero che la Casazza di Isnello il Grisanti la chiama la Grande Processione del Venerdì Santo e ne distingue la Nica o della Sulità come si chiama a Gratteri, per indicarne una piccola parte. La processione normale del Venerdì Santo avviene col Crocifisso, il Cristo morto nel "cataletto", diciamo e l′Addolorata appresso, oppure la grande processione o Casazza che negli anni ′50 comprendeva trentatre quadri. Parti appiedate e parti su carri mobili. Essa si snoda per le vie principali di Isnello ovvero le vie della processione. Ogni parte è a se stante. Ci sono tante Madonne e tanti Gesù Cristi. Ad ogni sosta i figuranti recitano la loro parte, si spengono le luci e vengono trainati i carri. L′ultima edizione si è svolta negli anni ′50. La Casazza nasce nel 1627, questa è almeno la prima data documentata. La tradizione volle che si rinnovasse ogni 5 anni, tuttavia si faceva ogni dieci anni. Per un periodo, prima della Rivoluzione francese dal 1750 alla Rivoluzione venne completamente abbandonata. Ma nel XIX° secolo venne ripresa. Per esempio nel 1847-1848-1849 fu fatta ogni anno. Il fare la Casazza era legato a particolari situazioni in cui si trovava la popolazione, o particolarmente belle o perchè era una sorta di ringraziamento. Io infatti sostengo che l′originalità e la diversità consistono nel fatto che la Casazza non nasce dalla lauda sacra umbra. Nel centro Italia, nella fattispecie in Toscana e Umbria, già Lorenzo il Magnifico ne parla. Da noi invece queste sacre rappresentazioni nascono non dalle Laude umbre ma dal dramma liturgico medievale che da noi, in Sicilia, era arrivato coi normanni dai Monasteri del Nord. Ciò lo dico perchè io ho curato un codice liturgico medievale che non riesce però a vedere le stampe il Liber cantus cori che si trova alla Biblioteca nazionale di Madrid e che sono riuscito ad avere in microfilm. Lì c′è il dramma liturgico pasquale. Questo codice normanno che storicamente veniva chiamato gallicano, perchè la liturgia gallicana esisteva davvero come la liturgia bizantina o la latina. Essa scompare nel VII secolo ad opera di Pipino il Breve che con un accordo col Papa la soppresse da tutti i codici che vanno fino all′XI secolo. Qui soprattutto si vede il dramma liturgico pasquale composito. Questa liturgia in Sicilia fu praticata fino a dopo il Concilio di Trento. Nel 1530 il nostro vescovo: Monsignor Gonzaga che veniva da Mantova, in un manoscritto del 1570 e meglio in un altro 1594, al quale io sto lavorando( un lavoro molto delicato perchè si deve decifrare bene la grafia n.d.r.), si evince che nella visita che fa al Papa nel 1590, nella sua relazione scrive che con grande fatica riesce a riportare gli usi della liturgia, nella cattedrale e nelle chiese della diocesi, al rito romano, estirpando la liturgia gallicana. Vuol dire che la gente faceva teatro, in chiesa, sui misteri della liturgia. Dopo l′intervento di Roma, del Papa, la gente dalla chiesa ha portato i misteri per strada. Le sacre rappresentazioni dell′Italia del centro e dell′ est d′Europa erano addirittura lascive, con scene immorali dentro le chiese. Il Papa li condannò, ma da noi la condanna del Papa non arrivò perchè i Normanni erano in opposizione al Papa, infatti Ruggero nasce scismatico e appunto gli fece la guerra. La Casazza d′Isnello ha queste origini. Nel 1950 ad Isnello si svolge la Casazza. Era primavera, ma si vede anche la neve sulle montagne. Qualche mese dopo, il regista Ugo Fasano, un documentarista, girò Passione ad Isnello che non è il documentario della Casazza ma un film col tema della Passione. Il regista prese le scene della Casazza, con gli stessi personaggi, gli stessi carri, li ambientò nell′ambiente naturale e girò il suo documentario. È interessantissimo perchè nella storia del cinema sacro, forse è la prima rappresentazione della passione di Cristo che viene fatta al cinema. Pasolini quando fa Il Vangelo secondo Matteo, nel 1964, a parere mio, ma soprattutto di critici autorevoli, che hanno avuto modo di vedere questo corto al Festival di Berlino, dichiarando che sicuramente Pasolini lo avesse visto, prima di fare il suo Vangelo secondo Matteo. Nell′ultima parte del Vangelo, pare infatti che il Maestro abbia "copiato" la scena ai piedi della croce, dove la stessa madre di Pasolini fa la parte della Madonna. Tuttavia Pasolini non cita mai Fasano, ma l′accostamento stilistico è talmente evidente che la critica recente che non conosceva prima Passione ad Isnello, perchè andò perduta, lo ha rilevato. L′unica copia nella Biblioteca di Isnello, mai nessuno la vide. La stessa casa produttrice, la Phoenix, non ebbe fortuna e scomparì presto.