GIUSEPPE DI PRIMA RACCONTA LO ZIO A 25 ANNI DALLA MORTE!
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- Mirella Mascellino
Giuseppe Di Prima è un brillante architetto, fotografo, designer. Suoi progetti sono stati pubblicati su Riviste internazionali quali AD, Interni. Vive a Palermo ed è stato assessore ad Alimena dal 1990 al 1993 e Sindaco dal 1993 al 1996. Una meteora felice per Alimena, da molti punti di vista. Ma è un′altra storia! Nipote di Rosario Di Prima, sarà lui a portarlo a casa nel suo ultimo viaggio.
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"Rosario Di Prima non era solo animatore culturale, ma piuttosto sentimentale. Era un animatore di sentimenti ed emozioni. Un uomo che non può stare in nessun libro, né in una storia razionale. Andava in mille direzioni, era una sovrapposizione di tanti io. E tutti andavano soddisfatti!"
Chi era tuo zio?
Pensando a mio zio, il primo ricordo che mi viene in mente è la scoperta del suo mondo. Io avrò avuto 10/11 anni quando cominciai a sbirciarci dentro, scoprendo che ad Alimena grazie a lui esisteva un mondo meraviglioso ovvero fatto dalla squadra di calcio (foto in allegato), dal cinema e dal gruppo musicale I tentacoli (foto in allegato). Il primo pezzo di mondo in cui ho potuto sbirciare è stato il cinema. Col senno di poi io ero come quel bambino di Nuovo cinema paradiso. Dovevo stare nascosto se i film erano vietati, ero con mio zio quando lui contrattava i film da vedere. Assistevo alla scelta, alla contrattazione con gli agenti della distribuzione, sui prezzi, sulle prime visioni. Era un grande conoscitore e amante del cinema. Sceglieva i film migliori. La sala si riempiva di gente che andava a vedere il miglior cinema (di tutte le epoche, una grande perdita per la comunità, avere perso la sala cinematrografica n.d.r.), proiettato ad Alimena. Ricordo l′arrivo di L′ultimo tango a Parigi, attesissimo per via della censura. Arrivavano queste "pizze" nelle latte, con la sentenza del processo di sequestro e dissequestro dentro. Poi il montaggio fatto da Salvatore Scelfo, di Alimena, che mi pare di rivedere nelle scene del film di Tornatore.
Parallelamente al cinema nacque una nuova creazione musicale. Mi racconti?
Insieme all′attività del cinema, mise su questa realtà musicale, di cui non sapevo nulla. Un giorno, andando al cinema vidi degli strumenti nuovissimi, batteria, chitarra, basso, piano. Prima di allora c′era un gruppo ad Alimena. Mio zio progettò una nuova formazione, I tentacoli, digiuna di musica, eccetto per un componente. Così per due volte alla settimana accompagnava i ragazzi dal Maestro Iannello, grande maestro di Banda di Bompietro, per studiare la musica. Il gruppo fu centro vitale, attorno ad esso gravitarono tanti giovani, ci fu più tardi anche una semi-fusione con lo storico gruppo dei Walkies di Bompietro, che erano bravissimi, con la collaborazione di Damiano Sabatino. Io assistevo alle prove dei Tentacoli e imparavo a suonare, riprovando a casa i loro pezzi con la mia chitarra con corde di ferro. Venne meno il chitarrista del gruppo. Allora mio zio mi guardò e mi disse: "è la tua occasione"! Io salgo sul palco mostrando che conoscevo tutti i brani del loro repertorio. Divenni così il leader del gruppo. Studiavo a casa e provavamo le canzoni a casa di mia nonna. Così per coniugare la musica allo studio mi trasferii ad Alimena per fare la terza media. Seguivo mio zio ogni volta che andava a Catania o a Palermo per fare acquisti per il gruppo o per contrattare sempre per il gruppo. Abbiamo avuto dei momenti di gloria con cantanti bravissimi, per esempio Ubaldo Bruni. Questi portò grande professionalità ai Tentacoli. Bruni era un pianista oltre che cantante, andò perfino a Sanremo, con una canzone di Cristiano Malgioglio. Con lui tentammo di fare il nostro disco 45 giri, con due brani inediti, ma purtroppo il disco non vide mai la luce! Cominciammo a girare e ad essere conosciuti. Ci fu un′ascesa vertiginosa che portò i Tentacoli in giro per la Sicilia, un tour di 40 serate, in estate, in Sicilia e in Calabria. Facevamo da supporto a gruppi importanti, ovvero aprimmo i concerti dei Pooh, di Wess, di Rino Gaetano, dei Matia Bazar. Partecipammo a concorsi musicali. Purtroppo il gruppo si sciolse, ma nonostante ciò, per effetto del successo avuto, l′anno dopo ci vollero per delle serate coinvolgendo un gruppo di Enna che ci prestava gli strumenti, guadagnando in quel periodo più di quando esistevamo come gruppo. Si era soliti reinvestire nel gruppo i soldi guadagnati. Avevamo il meglio che si poteva avere. Eravamo il gruppo più attrezzato che si vedeva in circolazione. Comprammo pure il furgone. Mio zio non dormiva la notte per organizzare bene l′attività del gruppo. Era un organizzatore perfetto, un entusiasta pazzesco! Un instancabile e infaticabile attivista. Nello stesso periodo si occupava della squadra, del cinema, del gruppo e poi della radio! Tutte cose diverse tra loro, ma lui sapeva coniugarle e sapeva fare tutto, separando ruoli e modi, diventando un vero esperto, anzi il primo esperto di managemant musicale. Conosceva tutti i manager della Sicilia. Era, prima di tutto, una persona generosa. Non era solo animatore culturale, ma piuttosto sentimentale. Era un animatore di sentimenti ed emozioni. Un uomo che non può stare in nessun libro, né in una storia razionale. Andava in mille direzioni, era una sovrapposizione di tanti io. E tutti andavano soddisfatti! Tuttavia alla sua morte crolla tutto quello che aveva costruito e di colpo!