Davide Camisasca, la passione per la natura dei ghiacci

Il celebre fotografo, milanese di nascita e valdostano di adozione, tra gli ospiti del Madonie Fotofestival 2011, presente a Gangi con la mostra "La montagna del sogno". Un viaggio tra i ghiacci d′alta quota per raccontare con la macchina fotografica lo stupore della natura

Dal 1 al 4 Settembre, Gangi come Gressoney-St-Jean. La Valle d′Aosta in Sicilia. L′immaginario e la reinterpretazione fantastica della montagna, secondo Davide Camisasca, ispirerà gli allievi del workshop che terrà durante il Madonie Fotofestival 2011. E chissà cosa suggerirà di nuovo "a′pareddra" (montagna dell′Appennino siculo che sembra aver forma di una padella) ai ragazzi, le suggestioni regalate dalla mostra di Camisasca, "La montagna del sogno".

"Volevo riportare a valle lo stupore che mi sorprendeva nell'osservare la natura dei ghiacci e delle rocce" scrive il fotografo. "Col passare degli anni ho cercato di sottrarmi agli stereotipi e alla banalità con cui spesso si rappresenta la montagna. A volte filtrandola attraverso i sogni e gli incubi che precedono le salite più impegnative. Altre volte individuando l'intimo significato delle immagini conservate in archivio. Ho dedicato gran parte della mia vita a questa ricerca e ancora oggi cerco risultati migliori. La Montagna è un universo nel quale non solo gli alpinisti possono perdersi". Perché Camisasca è anche guida alpina. Perciò non ci è difficile sospettare la sua preoccupazione per il turismo sconsiderato, della minaccia alla salute delle terre alte, di un approccio umano alla natura aggressivo, invasivo, irrispettoso.

Le foto di Camisasca raccontano che c′è qualcosa di sacro e di aulico lassù, ma parlano anche della voglia d′esplorazione, della scoperta, dell′incanto del massiccio, evocazioni di leggende. Otto anni prima della nascita ufficiale dell′alpinismo, Joseph e Valentin Beck, Etienne Lisco, Joseph Zumsetin, François Castel de Perlatoe, Nicolas Vincent e Sebastiano Linty, i sette giovani walser di Gressoney spintisi fin oltre i 4000 metri, su quello che oggi è noto come Colle del Lys, cercavano la Valle Perduta degli antenati, la mitica terra paradisiaca presente in tutte le leggende che circolavano nei villaggi walser disseminati ai piedi del Monte Rosa (la famosa guarde allemande, secondo Horace-Bénédicte de Saussure). Immaginate la sorpresa quando allungando lo sguardo oltre il ghiacciaio del Gorner, videro praterie e armenti al pascolo. Altri villaggi walser, altra della loro gente!

Ascoltando queste foto, si potrà sentire il respiro affannoso della scalata, il freddo sulle labbra spaccate dal vento, lo stupore, nell′intimità dell′alta quota, di ritrovare se stessi.

Fonte: ustation.it