GIOVANNI CANNATELLA PRESENTA LIGGENNA, IL SUO NUOVO DISCO!
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- Mirella Mascellino
Sabato 16 luglio, a Polizzi, è stato presentato Liggenna, il sesto disco del cantastorie Giovanni Cannatella. Una lunga storia discografica alle spalle, condivisa anche con Moffo Schimmenti, col disco Fra storia e memoria e per la presenza nel CD 26 canzoni per Peppino Impastato, edito dal Manifesto. È presente anche in diverse antologie poetiche. Ha dato un contributo alle ricerche sugli antichi mestieri della tradizione madonita, raccogliendo una originale testimonianza, ovvero quella di Peppino Intravartolo, ora morto, che racconta la sua vita di ragazzo nevaiolo. Liggenna è un titolo simbolico, ispirato alla leggenda di Colapesce, la cui canzone da il nome al disco, parafrasando in musica tutto ciò che nella vita e nella storia diventano Liggenna! Così tra le canzoni trovano posto Trenu a papuri, ricordo d′infanzia in un paese altro da Polizzi, vicino alla ferrovia, U tirrimùoti, omaggio al terremoto di Messina del 1908, Lamientu Surfataru, la pagina triste della storia della Sicilia, coi suoi carusi lavoratori nelle zolfare, perfino un omaggio alla Fasola Badda(fagiola badda), prezioso legume tipico di Polizzi Generosa, dall′origine misteriosa. Nel disco c′è A Rosa, un omaggio alla grande Cantantessa Rosa Balistreri, U Cantastorii, omaggio al Cantastorie Ciccio Busacca, figura mitica, oggi in via di estinzione, U Pueta, omaggio al Poeta Ignazio Buttitta e al poeta polizzano Michele Salviani. Tra le canzoni ce n′è una che Cannatella aveva scritto per un cortometraggio scritto da Katia Vitale, e tenuta nel cassetto, Acquanivi, ora inserita in Liggenna. Ad arricchire la serata, la presenza di Ian Cameron, poeta inglese da venticinque anni presente nelle Madonie. Proprio una sua poesia ha ispirato la canzone di Cannatella Vulissi un piezzu i terra. Cameron ha recitato i versi in inglese e poi il cantastorie ha cantato la sua canzone. Ad aiutarlo nel presentare il dBaisco è stato l′amico e poeta Bartolo Gugliuzza, che ha introdotto le canzoni con letture e poesie. La piazza Gramsci era gremita di gente che ha fatto sentire la stima e il calore a Giovanni Cannatella da sempre impegnato attraverso la sua musica, fatta come dice lui per divertimento, col suo motto Cia putiemo fari, raccontando il presente e il passato, togliendoli dall′indifferenza e dall′oblio! Nel disco, presta la sua voce Giuseppe Termini, al flauto Giuseppe D′Ippolito e gli arrangiamenti sono di Roberto Terranova, nel suo studio U Sciauru do suonu.