Niente prestiti ai lavoratori della Formazione

Vuoi un prestito? Un finanziamento? Sei un dipendente della formazione professionale? Ci dispiace niente prestiti! È questa la risposta che le banche e le finanziarie danno ai dipendenti della formazione alle loro richieste di prestito per sopperire alle esigenze per il mantenimento personale e delle loro famiglie a causa del mancato pagamento degli stipendi da oltre 15 mesi. Il prestito viene negato perché i dipendenti non hanno forme di garanzie né di copertura del prestito. Di conseguenza sono costretti e rivolgersi a prestiti privati con interessi usurai per pagare i mutui pena la messa in vendita dell'immobile. Per evitare conseguenze disastrose è, quindi accaduto, che molti abbiano fatto ricorso a prestiti usurai. "La inattività del Governo Regionale guidato da Raffaele Lombardo, e la manifesta incapacità dell'Assessore Regionale alla Formazione, Mario Centorrino e del suo direttore generale Ludovico Albert, hanno determinato la distruzione del sistema formativo ed ha causato il disastro delle famiglie dei dipendenti della formazione che oggi per garantire il proprio sostentamento sono costretti a ricorrere a prestiti con tassi da usurai perché gli istituti di credito negano i prestiti richiesti e ciò a causa di una misteriosa circolare della Banca d'Italia dove si dice che la Regione non garantisce la copertura economica ai dipendenti della formazione". A renderlo noto è Salvino Caputo, parlamentare del pdl e Presidente la Commissione Legislativa Attività produttive dell'Ars che ha anticipato la presentazione di una interrogazione parlamentare per avere notizie sull'esistenza o meno di questa circolare della Banca d'Italia e per chiedere provvedimenti urgenti per il pagamento degli stipendi agli 800 dipendenti del CEFOP che attendono da 15 mesi. "Se veramente esiste questa circolare - ha puntualizzato Caputo - allora ci troveremmo di fronte ad un gesto da irresponsabile da parte della Regione che gestisce con cinismo questa situazione sulla formazione professionale e sta spingendo le famiglie sul lastrico con conseguenze economiche e sociali disastrose. C'è il rischio che questa situazione possa determinare un clima di tensione sociale non solo con pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica ma per gesti sconsiderati dovuti all'elevata esasperazione in cui versano i lavoratori. Chiederemo con forza le dimissioni dell'Assessore Centorrino e del direttore generale Ludovico Albert. Se dovesse succedere qualcosa di grave, anche ad uno solo di questi lavoratori - ha continuato Caputo - non esiterò a presentare un esposto alla Procura della Repubblica e ad avviare azioni legali per l'esercizio di azioni di responsabilità civile e penale nei confronti della Regione". Intanto Caputo ha chiesto a Lombardo di riferire in Aula in merito ai provvedimenti che il Governo della Regione ha adottato per evitare conseguenze dannose e devastanti per le famiglie dei dipendenti della formazione e del CEFOP.
Nella foto i dipendenti CEFOP durante una manifestazione di protesta