Intervista a Margherita Hack

La grande astronoma fiorentina Margherita Hack ha ritirato tre giorni fa il Premio Gal Hassin 2011, conferitole dal Comune di Isnello. La Hack ha ricevuto inoltre la cittadinanza onoraria. Abbiamo deciso per questo motivo di riproporre un′intervista all′insigne scienziata condotta dalla nostra Mirella Mascellino, nel 2007.

QUANDO MARGHERITA HACK INCONTRO′ GLI STUDENTI DEL PARCO DELLE MADONIE

Ho avuto il privilegio di porre qualche domande alla grande scienziata, Margherita Hack. Era il 27 ottobre del 2007, ad Isnello nell′ambito di un Progetto, finanziato dall′ente Parco delle Madonie. Si tratta di una donna, tra i più prestigiosi scienziati, astrofici, studiosi del mondo contemporaneo, Professore Ordinario di Astronomia all'Università di Trieste dal 1964, direttrice dell'Osservatorio Astronomico di Trieste dal 1964 al 1987, che portò a rinomanza internazionale. Fu il primo degli incontri previsti dal Progetto Dalla terra alle stelle Costruiamo il nostro cielo, rivolto alle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado. I ragazzi, furono impegnati in un laboratorio sulle stelle, attraverso il libro conduttore L'universo di Margherita. Storia e storie di Margherita Hack e Simona Cerrato, per i tipi di Editoriale Scienza 2006. Membro delle più prestigiose Società fisiche e astronomiche, la Hack ha lavorato presso numerosi osservatori americani e europei ed è stata per lungo tempo membro dei gruppi di lavoro dell'ESA e della NASA. Nel 1995 ha ricevuto il Premio Cortina Ulisse per la divulgazione scientifica. Si è trattato di un'occasione singolare, che per la prima volta rende protagoniste le scuole e gli alunni, attraverso la possibilità di incontrare dal vivo uno studioso, anzi una studiosa, la Hack, personificando il sapere, la ricerca, la scienza, dando al fanciullo la possibilità di rendersi conto che la scienza è a portata di mano, che gli studiosi sono veri e che il sapere non è cosa avulsa dalla realtà quotidiana. Pertanto il progetto ebbe l'intento di aprire il territorio alla divulgazione, nella fattispecie, scientifica, un intento e una realizzazione originali, tanto da far parlare di vero e proprio evento, nelle Madonie. Non era mai successo che nell'entroterra e proprio fra le montagne della Madre Madonita (scultura bronzea di Giambelluca) di Isnello, un alunno potesse incontrare, senza spostarsi nella città, come sempre capita, niente poco di meno che Margherita Hack, dal cuore gentile, dal viso amico, dalla voce tenera e simpatica dall'accento toscano. Si, perché l'umanità di Margherita Hack, fa di lei una scienziata ancora più grande, perché capace di conciliare il sapere, lo studio con la simpatia della sua ironia e con le emozioni.
La scienziata disse che era la prima volta che visitava le Madonie, "un territorio molto bello, che porta i segni dei roghi estivi, piuttosto estesi e ben visibili" (c′era stata un′estate infernale di incendi che hanno distrutto interi boschi n.d.r.). Tuttavia era stata spesso a Palermo, a Roccapalumba e ad a Erice.

Perché è importante che un fanciullo incontri uno scienziato?
E' bene che i ragazzi sappiano in che cosa consiste il lavoro dei ricercatori nelle varie branche di attività.

La sua vita è sempre stata volta all'impegno civile, non potrebbe essere concepita senza. Cosa direbbe ai giovani, in questo senso?
Ci vuole, siamo cittadini come tutti gli altri, dobbiamo essere attivi e per decidere delle nostre sorti, bisogna saper scegliere i politici che ci sembrano più adatti, onesti, più capaci per questo paese. Anche noi siamo potenziali cittadini e governanti. Se uno ha le doti per governare deve avere la conoscenza, sapere i bisogni del proprio paese, avere un ideale civile di democrazia.

I bambini di oggi per certi versi sono più fortunati di quelli di ieri, per le tante opportunità che hanno. Lei cosa pensa?
Forse ne hanno anche troppe. Io mi sono divertita tanto da bambina, le mie vacanze le facevo ai giardini pubblici, si facevano tanti giochi spontanei e non organizzati dai grandi. Ora vedo i giardini pubblici che sono sempre deserti, i bambini giocano con la televisione, oppure vanno in piscina o fanno la danza, tutte attività organizzate dai grandi, non c'è più quel gioco spontaneo. Le mie più belle vacanze erano i tre mesi d'estate passate al giardino pubblico vicino casa mia.

Mirella Mascellino
Il servizio completo e l′intervista sono apparse sul numero di Espero del mese di Dicembre del 2007