GIOVANNI D′ANGELO, GOVERNATORE DELLA MISERICORDIA DI BOMPIETRO
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- Mirella Mascellino
Giovanni D′Angelo è il Governatore della Misericordia di Bompietro, dalla sua fondazione, ovvero dal 2001. Di professione è funzionario del Comune di Bompietro. È molto orgoglioso della Misericordia e del cammino che ha fatto in dieci anni. La sua è una storia singolare perchè dalla superficialità della fede, e dalla contestazione della Chiesa, attraverso la Misericordia e Padre Calogero ha trovato Cristo. VEDI FILMATO
Quale è stato il cammino che vi ha fatto giungere alla Fondazione della Confraternita della Misericordia di Bompietro ?
Ci siamo arrivati dopo un cammino durato qualche anno, speso in riunioni, discorsi e assemblee. A Bompietro all′epoca nessuno di noi sapeva cosa fosse la Misericordia, né nessuno era impegnato nel volontariato. Padre Calogero ha portato fra di noi questa novità e noi tutti abbiamo avuto la necessità di metabolizzare questa cosa nuova, perchè non eravamo consapevoli del significato che ha il fare volontariato. Così dopo tante riflessioni ed azioni è arrivato quel 14 giugno del 2001, in cui abbiamo firmato il nostro atto costitutivo. Per me il percorso è stato davvero interessante e significativo. Credo per tutti. Io personalmente fino ad allora non ero neanche vicino alla Chiesa.
È interessante il fatto che proprio lei che non era vicino alla Chiesa si avvicina e si consacra a Cristo attraverso l′opera prestata nella Misericordia. Mi racconta come è avvenuto?
Mi sono avvicinato alla Chiesa grazie a Padre Calogero, dopo una serie di discorsi, qualche volta, anche di scontri concettuali. Io avevo una visione della Chiesa e della Parola di Dio sbagliata. Pensavo che le cose spiacevoli che mi accadevano nella vita, come per tutti, fossero punizioni venute dall′alto. Così interpretavo le mie cose negative. Padre Calogero mi diede una visione diversa della Chiesa. Mi diceva "Dio non punisce, ma accetta per quello che siamo". Dobbiamo accettare tutto quello che viene e anche il dolore è importante e buono per giungere alle cose significative e positive. Mi ha incuriosito e Cristo mi ha sedotto attraverso lui e la Misericordia. Io ricordo questo prete nuovo che arriva al comune e manco mi saluta. Ci restai male e non mi piacque proprio. Poi ci incontrammo a casa di un amico comune e lì ci fu tra di noi uno scambio di opinioni accesissimo. Io non ero un praticante, ero superficiale nella mia fede. Ma una delle virtù di Padre Calogero è proprio andare incontro agli scettici, ai critici. Addirittura lui propose agli altri, compresa mia moglie, di andare a letto e noi due avremmo continuato a discutere di Cristo e della Chiesa. Ma andammo via tutti. Dopo un mesetto in occasione di una festa religiosa, padre Calogero mi incontra e mi dice che avevamo appuntamento alle 16.00. Io non capivo. Chiesi e lui mi disse della funzione che ci sarebbe stata. Insomma mi ha lasciato senza parole, ma non potevo che andare in chiesa. Così cominciai a praticare la mia fede e a dialogare con Padre Calogero e a chiarire i miei dubbi e a vivere la Parola di Dio. Poi senza aspettarmelo mi hanno scelto Governatore della Confraternita. Grazie alla Misericordia ho capito il valore del Volontariato. Ad esso ho dedicato molto del mio tempo togliendolo spesso anche alla famiglia e litigando parecchie volte con mia moglie, per questo.
Può raccontarci questi dieci anni vissuti dalla Misericordia col servizio alla comunità madonita e non solo?
É un po′ difficile raccontare questi dieci anni nel dettaglio. Ci tengo subito a dire che fin dall′inizio ci ha accompagnato sempre la Provvidenza. Ogni volta che avevamo un problema arrivava la Provvidenza. Perchè abbiamo sempre avuto dei momenti difficili, ma la Provvidenza al momento giusto è arrivata a risolvere i nostri problemi e farci fare il passo avanti. Per esempio, uscendo dal notaio, a Gangi, quel 14 giugno ci è arrivata la telefonata della Misericordia di Valledolmo che diceva che ci avrebbero donato l′ambulanza che dismettevano. Fu la nostra prima ambulanza. Andammo subito a Valledolmo a vederla, e l′ambulanza ci fu donata. Oggi è di rilievo storico e per noi un cosa cara. Dopodiche Padre Calogero ci diede in comodato d′uso i locali, oggi sede della Misericordia. Ma erano locali grezzi. Noi volontari ci siamo messi all′opera facendo da muratori, imbianchini ed oggi la sede è così come la si vede. Così è cominciato il nostro percorso. Di problemi ne abbiamo avuti. Per esempio i rapporti con le amministrazioni non sono certo stati sempre sereni. Era come se noi togliessimo terreno ai politici. Poche volte abbiamo avuto buoni rapporti con gli amministratori. Tuttavia ce l′abbiamo fatta a superare le difficoltà ed oggi siamo qua con quello che abbiamo conquistato al servizio della comunità, non solo di Bompietro, ma delle Madonie. Per esempio abbiamo acquistato tre ambulanze, abbiamo messo su il settore della protezione civile, oltre a quello sanitario. Ci siamo iscritti regolarmente all′albo. Abbiamo un furgone, un mezzo centinato sul quale abbiamo montato il modulo antincendio ceduto dall′Unione dei Comuni. Abbiamo un parco macchine di nove mezzi e da ultimo abbiamo ricevuto in dono una roulotte. In questi dieci anni abbiamo avuto cinque progetti di servizio civile. Il primo fatto nelle alte Madonie è stato quello della Misericordia di Bompietro. Abbiamo dato una possibilità di lavoro e di impegno a tanti ragazzi, aventi titolo e diritto, di tutte le Madonie.
La comunità di Bompietro come ha vissuto la nascita della Misericordia e come è adesso?
All′inizio era scettica, critica. Vedeva con diffidenza il nostro stare in gruppo. Qualcuno pensava che avessimo un secondo fine che ci fosse uno scopo di lucro. Tuttavia, nel tempo però vedendo i servizi prestati, la disponibilità data senza chiedere in cambio nulla, solo chi voleva dava un′offerta, la comunità si è ravveduta e ha cominciato a vedere di buon occhio la Misericordia. Hanno cominciato a fare le donazioni. Anche per esempio, quando moriva qualcuno si davano le offerte alla Misericordia, in suffragio. Così molti si sono avvicinati a noi. Certo c′è stato anche chi si è allontanato. Nei primi quattro anni abbiamo avuto grandi attestati di stima dai paesi viciniori.
Quali sono i vostri progetti futuri dopo il primo decennio?
Fare si che il concetto di volontariato passi sempre di più fra le persone. Non è facile anche per i tempi che corrono perchè molte persone sono precarie. Non hanno un lavoro e pertanto vivono una situazione difficile e perciò è anche difficile che possano impegnarsi nel volontariato. Abbiamo comunque fatto informazione nelle scuole, parlando del volontariato e facendo l′educazione alla sicurezza facendo degli esempi pratici sui nostri interventi in materia di protezione civile.