L'evoluzione della commedia greca
- Sicilia,
- Attualità,
- Giuseppe Longo
La commedia, formatasi in epoca successiva alla tragedia, venne parzialmente composta su di essa, includendo parti cantate e parti recitate; il soggetto fu, per la stragrande maggioranza, la satira di argomento storico, politico e sociale. Il nucleo fondamentale della Commedia, in seguito definita antica, fu la parabasi, vale a dire il canto di entrata del coro, che infrangeva la finzione scenica e si rivolgeva direttamente al pubblico, affrontando problemi di attualità politica e di vita cittadina o schernendo personalità in vista o denunciandone comportamenti non etici. Il commediografo più fecondo fu Aristofane il quale ci tramandò diverse opere. La Commedia andò variando nel corso dei nei secoli adeguandosi alle trasformazioni politiche, economiche e sociali; i filologi la divisero in tre forme: antica, di mezzo e nuova. La "commedia antica", circa 486 a.C. fu caratterizzata da un grande sviluppo della parte lirica, dalla presenza di elementi fantastici e dalla satira politica e personale; mentre la "commedia di mezzo", sviluppatasi circa tra il 400 - 330 a.C. e di cui si sono conservate insufficienti testimonianze d'opera, riprodusse invece una parodia mitologica, filosofica e letteraria. La "commedia nuova", infine, raggiunse il suo sviluppo circa tra il 330 e il 260 a.C. e mirò alla rappresentazione ridicola dei costumi e dei vizi quotidiani della media umanità, ed ebbe il suo trionfo nella seconda metà del IV sec. a.C. per i meriti di: Filemone, Difilo e dell'argutissimo e dal sottile spirito di Menandro che con i suoi argomenti trattati, ci darà uno spaccato della vita comune, concentrandosi sugli aspetti dell'uomo "borghese". Attraverso la pittura vascolare ci sono pervenuti numerosi esempi della ritrattistica di personaggi comici dell'epoca. In scena, gli attori recitavano indossando un genere di calzamaglia color carne, che copriva tutto il corpo ed erano muniti di una tunichetta eccessivamente corta, allo scopo di celare un grosso fallo di cuoio rosso, che spuntava fuori dei pantaloni. I glutei e l'addome erano imbottiti e per questa ragione s'indossava il socco. Gli attori portavano la maschera che ne esaltava i tratti umoristici e grotteschi, quest'ultima era provvista di grandi fessure per la bocca e per gli occhi.