PADRE CALOGERO FALCONE, PROMOTORE E COFONDATORE DELLA CONFRATERNITA MISERICORDIA
- Bompietro,
- Speciali,
- Mirella Mascellino
Padre Calogero Falcone, Parroco di Bompietro e Locati, oltre ad essere un vero punto di riferimento per la comunità cristiana e laica, è stato il promotore e cofondatore della Confraternita Misericordia di Bompietro, grande e singolare realtà, delle alte Madonie. Padre Calogero è inoltre Delegato Vescovile per la Pastorale Sanitaria e Responsabile della sottosezione dell′Unitalsi di Cefalù. Ama definirsi pellegrino di questo mondo ed io aggiungo che è il prete che ogni comunità vorrebbe avere.
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Come e quando nasce la Confraternita della Misericordia di Bompietro?
Nasce il 14 giugno del 2001, come atto costitutivo firmato a Gangi dal Notaio Brucato, dopo un cammino durato qualche anno. Ma c′erano stati, per me, degli anni di formazione in campo. Io sono arrivato a Bompietro nell′ottobre del 1999, ma venivo dall′esperienza di Valledolmo dove la Misericordia era già un′organizzazione attiva ed in crescita. Io facevo il servizio in ambulanza. Mi avevano dato anche la responsabilità di presidente del collegio probivirale. Mi toccava l′obbligo di vegliare su questa realtà. Coi volontari di Valledolmo ho vissuto gli anni della guerra del Kossovo, cioè l′esodo dei profughi in Italia. All′aeroporto di Comiso, svolsi coi ragazzi tre mesi continuativi di servizio alla base dell′aeronautica militare. Ero infervorato da quell′esperienza di volontariato sul campo, che vedeva molti giovani motivati avvicinarsi al terzo settore. Sentivano di esprimere il meglio di se stessi attraverso il volontariato, nel fare qualcosa per il prossimo. Io arrivando a Bompietro decisi di promuovere la realtà della Misericordia, primo perchè per me come sacerdote volontario della Misericordia è stata un′esperienza importantissima. Tante volte noi parliamo di volontariato, di aiutare il prossimo, ma è pure vero che dobbiamo dare agli altri l′opportunità di farlo e di farlo insieme a loro. Significa sperimentare le gioie, i dolori. Il non essere compresi, riconosciuti, accettati dagli altri, dà la consapevolezza che tutto quello che facciamo per gli altri non ritornerà come un grazie, semplice atto meritocratico, ma il volontariato come abbiamo scelto di viverlo, come lo intendiamo alla Misericordia di Bompietro è senza interesse alcuno. Ho sempre detto e lo dirò ancora in questa occasione, che ricorda un cammino fatto, che la Misericordia non è altro che un′opportunità che il Signore ha messo sul nostro cammino per sperimentare e vivere la carità verso il prossimo. Quindi l′unico grazie che ci dobbiamo aspettare è quello di Dio e l′unico motivo è quello della vita eterna. È il motivo per cui ogni cristiano dovrebbe intendere l′amore per Dio. La Misericordia è una delle tante opportunità che abbiamo. Ci sono anche la Caritas, l′Unitalsi, insomma una delle opportunità per esprimere l′amore per Dio attraverso il servizio al prossimo con il rispetto e l′attenzione che merita. Il motto che è venuto fuori dal decennale Guarda oltre te stesso, è quello che in questi anni abbiamo fatto Fare volontariato vuole dire guardare oltre se stessi, oltre il proprio recinto. Per quanto bello ed entusiasmante possa essere guardare se stessi o per quanto doloroso sia, talvolta non ci permette di guardare né di vedere gli altri, nella loro gioia, nella loro sofferenza, nel loro bisogno . Pensiamo che nessuno sia peggio di noi o che nessuno sia meglio di noi. Il coraggio di guardare oltre, è un invito a vestirsi di umiltà, un cammino che non si fa a parole ma coi fatti. Pensando a questi dieci anni io ho detto ai ragazzi che dobbiamo pensare a tutte le cose che ci hanno fatto giungere ad oggi senza dimenticare il trascorso vissuto. Dobbiamo ricordare ogni cosa sia che ci abbia fatto male, sia che ci abbia fatto bene. Ciò che ci ha fatto male ci motiva a fare di più e meglio. La Misericordia nasce per convincere gli altri a a fare del bene, per sconfiggere il luogo comune che dice che nessuno fa niente per niente.
Come ha risposto allora la comunità di Bompietro?
Io arrivai nell′ottobre del 1999, come dicevo, e ad inizio dell′anno nuovo cominciai a fare delle assemblee per parlare della mia idea e coinvolgere la comunità. All′inizio si sono accesi tanti fuochi di paglia, come è nella norma. Tuttavia la perseveranza di molti di cui non cito i nomi per rendere ancora più vera l′opera e che rientra nello spirito dell′anonimato della Misericordia, ci ha fatto giungere ad oggi. Li ringrazio tutti anche attraverso questa intervista. C′è stato un gruppo di persone grazie alle quali oggi siamo qua a dieci anni di distanza con una bella storia da raccontare.
Come è costituita al suo interno?
C′è la grande assemblea della quale fanno parte tutti i soci effettivi. Dopo un anno di onorato, puntuale, discreto servizio si diventa soci effettivi. La grande assemblea si riunisce ogni 4 anni per eleggere il Direttivo, il cosiddetto Magistrato, cioè il consiglio di amministrazione, all′interno del quale i membri, nove, più il padre correttore, vengono eletti. La grande assemblea elegge il collegio dei probiviri, cinque membri. Quest′organo è preposto a vigilare, nel rispetto dei valori cristiani e umani. Poi c′è il Collegio dei sindaci revisori perchè la misericordia vive di offerte.
La fede cristiana è conditio sine qua non della Misericordia?
La Misericordia è espressione di un volontariato cristiano. Per quanto riguarda alcune cose è regolata dal codice del diritto canonico perchè è una associazione di fedeli laici e in quanto tale è espressione della fede cristiana che si riceve col battesimo. É una delle possibilità che il Signore ci ha dato per esprimere il nostro amore in Cristo con il servizio verso il prossimo. Ma è anche un modo per rispondere alla chiamata vocazionale. Infatti domenica ci saranno coloro che faranno la vestizione perchè si consacreranno alla chiamata di Cristo. Tuttavia la confraternita è aperta a tutti, ma chi non vive in pienezza la fede non può certo rivestire ruoli di responsabilità perchè è anche chiamato a testimoniare un modo di vivere la fede. Tutti comunque possono farne parte, non si vuole escludere nessuno, ma per il ruolo di responsabilità le persone devono essere rappresentative, da esempio per gli altri.
Di questi dieci anni cosa può ricordare?
I servizi sono stati tantissimi, ma non possiamo certo parlarne dettagliatamente per rispetto e privacy. Le presenze pubbliche ci hanno visto coinvolti all′apertura del Giubileo, prima della nostra costituzione vera e propria. Tra le prime cose nell′ottobre 2001 abbiamo fatto supporto logistico durante il terremoto dell′Etna, a Santa Venerina e Milo. Indimenticabile e significativa è stata la nostra presenza a L′Aquila per il terremoto. Il venerdì Santo partirono le prime colonne di volontari per l′Abruzzo. Poi a Falcone, a Giampilieri, nel messinese. Ma ci sono stati tanti altri interventi. Attualmente siamo in allerta per Lampedusa.
Una cosa interessante è il suo ruolo di sacerdote e di volontario comune all′interno della Misericordia. Cosa vuole dire a proposito?
Io penso che, naturalmente per chi se la sente, sia un buon esempio il nostro, cioè di prete volontario. Magari gli altri sono più bravi con le parole a dimostrare cosa vuole dire essere al servizio degli altri. Io posso essere anche bravo con le parole, ma ho bisogno di dimostrarlo coi fatti. Fare il volontario mi permette di conoscere meglio i miei ragazzi, di essere con loro quando muore qualcuno in ambulanza, quando non si riesce a soccorrerlo, ma anche di gioire quando un soccorso va a buon fine, condividere con gli altri volontari gioia e dolori. Stare insieme rende ancora più forte. Dormire in tenda, senza lavarsi, senza pasto caldo, è una privazione che fa bene. Per capire le cose bisogna provarle e per poterne parlare bisogna viverle. Si trae insegnamento. Mi sembra un buon modo per mettersi sempre in discussione, ma ce ne sono anche altri.
Lei riveste il ruolo di Padre Correttore. In che cosa consiste questo ruolo?
Anticamente il padre correttore era colui che doveva correggere il comportamento di chi si era iscritto a questo sodalizio. Rimane retaggio della storia medievale, contesto in cui nasce la Misericordia nella Toscana dell′epoca. Tuttora si può osservare la sede storica vicino alla Chiesa di Santa Maria Novella. Allora nacque perchè uomini benestanti che dovevano espiare le loro colpe si proposero di farlo svolgendo dei servizi con le opere di misericordia spirituale.
Il rapporto tra la comunità e la Misericordia com′è?
C′è un crescendo nella sensibilità della comunità nei confronti della Misericordia per i servizi prestati. Noi siamo stati i primi ad ottenere un progetto di Servizio Civile nella zona quindi riversando la nostra opera nel territorio e nella comunità. Lo scopo della Misericordia, sia all′interno della parrocchia che della comunità sociale è cercare di accrescere la sensibilità dell′uomo nei confronti dell′uomo. Viviamo un tempo che manca di valori. Un′esperienza come la nostra, ma anche altre, fatte bene con principi sani e forti, è una chiave di lettura delle comunità. Certo al nostro interno ci sono pure i dissidenti, ci possono essere le contraddizioni, ma la diversità non è mai stata segno di contrapposizione, ma di ricchezza e l′umiltà ci aiuta a fare tesoro anche della diversità e delle opinioni altrui, per potere limare il nostro carattere, per rivedere il nostro stare al servizio del prossimo. Rivedere e discutere su tutto. Stare al servizio del prossimo, che poi è Dio, chiunque esso sia, non fa differenza. Noi diciamo al prossimo servito: Che Dio ti renda merito di averci chiamato. È un atto di carità, per togliere tempo ai nostri vizi, per dedicarlo a chi ha bisogno. Io ricevo tanta ricchezza dai vecchietti in ambulanza che si sentono incoraggiati nel vedermi. Si prega insieme. È una possibilità in più che abbiamo e il nostro augurio è che gli altri capiscano questa possibilità. Noi non siamo i salvatori del mondo, ma sicuramente possiamo migliorare il mondo che sta attorno a noi. Fare parte della Misericordia o di altre associazioni che hanno principi saldi, ovvero, non si fa volontariato per essere pagati, ma con gratuità. Ciò può solo contribuire al benessere della comunità. Il volontariato è gratuito e l′amore che riceviamo dobbiamo donarlo agli altri, se no ci soffoca.
É interessante la pratica del volontariato dei sacerdoti dentro la società. Il ruolo della Chiesa nei cnfronti dei migranti oggi è importantissimo. Che ne pensa?
Io vivo nel ricordo della mia esperienza a Comiso. Io lì celebravo la messa, ma davamo la possibilità ai musulmani di avere il loro spazio di preghiera, condividendo i nostri spazi e momenti, in nome del dialogo interreligioso. La Chiesa oggi ha un ruolo importantissimo, ma lo ha sempre avuto. Abbiamo avuto un grande Papa, Giovanni Paolo II, abbiamo attualmente un grande Papa, Benedetto XVI, che sta lavorando per migliorare il ruolo della chiesa nella società odierna. Dobbiamo vivere il Vangelo della Carità che la chiesa ci ha consegnato.
Dentro la Misericordia ci possono essere degli atei?
Certo. Non possono essere consacrati, ma possono svolgere il servizio con dignità, come fanno alcuni. È una scelta, ma è anche un essere scelto. É la logica del servizio ovvero la metafora del catino con l′acqua sporca dei piedi, del giovedì santo, che Gesù ha lasciato ai piedi del tavolo. Gesù ogni giorno ci chiede di chinarci davanti ai piedi degli altri. L′umiltà del servizio deve essere portata avanti. Così anche l′ateo può incontrare il suo Cristo che lava i suoi piedi. Basta lasciare aperta la porta e fare si che Cristo possa fare traballare le nostre pseudo certezze. L′uomo ai piedi della sofferenza si spoglia delle sue debolezze, delle sue sofferenze, di tutto. Il servizio nella Misericordia è un′opportunità anche per chi non crede. Fare esperienza di Cristo attraverso la Misericordia.