La Compagnia dei Neri nella chiesa di Sant'Orsola

La quattrocentesca chiesa di Sant'Orsola di Termini Imerese fu sede di una fiorente e attiva Compagnia alla quale appartennero soprattutto mercanti, piccoli e grandi armatori di barche: insomma la parte più vivace e intraprendente dell'imprenditoria termitana. Sin dal XVI sec. questa chiesa ospitò la Compagnia di Sant'Orsola o dell'Orazione della morte o dei Neri, per il colore dell'abitino che indossavano gli appartenenti. La Compagnia, fondata a Termini il giorno sei febbraio 1569, fu come per le altre, diffuse nel resto dell'Italia, iscritte alla sede di Roma il cui anno di fondazione risaliva al 1538. Il compito di questa benemerita Congregazione fu, oltre alle raccolte delle elemosine per le funzioni religiose in suffragio dei confrati defunti e la tumulazione degli stessi nella suddetta Chiesa, anche quello del sostentamento per le vedove e gli orfani in caso di premorte degli appartenenti alla Confraternita. Per volontà della stessa, nel 1796, si decise inoltre che i corpi mummificati, dei confrati defunti, attraverso un complesso processo di conservazione atta a preservarli nel tempo, fossero collocati nella chiesa inferiore che avrebbe assunto in questo modo il carattere di catacomba; l'ambiente adibito a sepoltura, trovasi nella zona sottostante l'abside. Tra le altre inumazioni, degno di nota è la sepoltura gentilizia del sacerdote Vincenzo Gaetano Impallaria, rettore della suddetta chiesa, commissario ordinario del Tribunale del Santo Uffizio, vicario foraneo, protonotaro apostolico e governatore della Cappella del SS. Sacramento della Maggior Chiesa di Termini Imerese. Il religioso, chiamato popolarmente anche "santu Baddària o Baddàru", fu per il popolo Termitano considerato a gran voce morto in odore di santità, essendo stato probo e caritatevole nei confronti dei bisognosi. Nel 1660 la Compagnia dei Neri per l'intervento del sac. Ignazio Barracato e la concessione del frate agostiniano senese, Ambrogio Landucci, ottenne la traslazione a Termini Imerese delle reliquie di Sant'Orsola, i cui resti giacevano custoditi nel cimitero Saturnino di Roma. Sant'Orsola Vergine e Martire è la patrona di Colonia, la sua ricorrenza si celebra il ventuno ottobre. In Europa il culto risale sino al secolo VIII, mentre in Italia, la devozione verso la santa comincia intorno al XIV secolo. Nel Trecento i venditori di stoffe la elessero loro protettrice, dedicandole chiese e altari. Attualmente a Lei ricorrono maestre, giovani e ustionati, inoltre è invocata per assicurarsi un buon matrimonio o la buona morte. Nell'iconografia è rappresentata in abiti regali e con i simboli del martirio: la freccia che la trafisse e la palma, attributo iconografico tipico dei santi martirizzati. La Santa è attorniata da una schiera di Vergini che furono sacrificate insieme a lei. Altro attributo iconografico di Sant'Orsola è dato dalla bandiera a coda di rondine con la croce di San Giorgio.
Foto Giuseppe Longo