′Siamo tutti Vincenzo Liarda′
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Riprendiamo la lettera di una lettrice, Eliana Polizzi, inviata alla redazione di blogsicilia.it
"Ho letto, prima con stupore e poi con preoccupazione, l'articolo di Vincenzo Marannano pubblicato sul Giornale di Sicilia giorno 12 giugno 2011, circa l'intimidazione ai danni di Vincenzo Liarda, sindacalista Cgil, a cui, venerdì scorso, un rogo innescato dal materiale infiammabile piazzatogli nel bagagliaio, ha danneggiato l'auto.
Il sindacalista della Cgil è stato più volte destinatario di lettere minatorie contenenti proiettili e polvere da sparo e, a causa della scia di intimidazioni subite, gli è stata assegnata la scorta per sette mesi. Ma… Perché? Perché Vincenzo Liarda è un sindacalista che fa il suo lavoro, ed il suo lavoro è anche battersi a favore del riuso pubblico del feudo di Verbumcaudo, sequestrato al boss Michele Greco. Liarda viene minacciato ed intimidito perché lotta per la giustizia con i fatti e non con le parole.
L'autore del pezzo in questione dichiara che, sia i carabinieri di Petralia Sottana che quelli del gruppo di Monreale, escludono tanto la pista mafiosa quanto quella che condurrebbe alla criminalità comune.
Mi chiedo come sia possibile che i carabinieri abbiano dato risposte così nette in merito ad una faccenda su cui dovrebbe ancora pendere il segreto istruttorio. Mi chiedo inoltre, quale sia la pista da seguire, escludendo le due appena citate.
Non vorrei che l'articolo di Marannano aprisse le porte ad illazioni screditanti sulla matrice delle minacce a Liarda. La storia di questo Paese ed in particolar modo di questa Isola, è stata scritta anche su pagine nerissime che raccontano di vittime calunniate ed indebolite dalla solitudine a cui erano state condannate da istituzioni, stampa e società civile.
Per questo mi auguro vivamente che Vincenzo Liarda e tutti gli altri che quotidianamente lottano per la giustizia, possano sentirsi sempre supportati da coloro che credono ancora nella legalità.
A volte dimentichiamo che vivere in Sicilia è diverso dal vivere in qualunque altro posto. Questa terra ti culla con il suo clima, i suoi odori, i suoi sapori e se "ti fai i tuoi tuoi", puoi anche credere di poter vivere bene. Non vedi o fai finta di non vedere che fuori dal tuo personalissimo recinto costruito attorno a sicurezze apparenti, c'è qualcuno che combatte una guerra quotidiana contro l'illegalità.
Non dobbiamo dimenticare che se la mafia vive e prolifera anche perché trova terreno fertile nel nostro silenzio. Non dobbiamo dimenticare che la mafia vive e prolifera anche perché trova terreno fertile nel nostro silenzio. Chi non parla, chi non denuncia, chi non si oppone è loro complice. Noi vogliamo dire BASTA! Noi vogliamo una Sicilia diversa. La Sicilia diversa parte noi perché la Sicilia diversa SIAMO NOI. La battaglia di Vincenzo Liarda è la battaglia di tutti i cittadini che credono nella legalità e nel cambiamento. E' arrivato il tempo di mobilitarsi e di non aver paura di gridare che oggi, noi, siamo tutti "Vincenzo Liarda".