La torre dei Saccàri in Termini Imerese
- Termini Imerese,
- Attualità,
- Giuseppe Longo
La torre dei Saccàri s'inserisce in un sistema difensivo presumibilmente riferibile al nucleo ellenistico-romano. La torre, prende il nome dall'arabo Sakhra "rocca" e svolse la sua funzione difensiva fino al 1338, anno in cui la città di Termini Imerese, fu rasa al suolo dall'esercito angioino, mentre alla fine del Trecento con la ricostruzione della cinta muraria ampliata in direzione del mare, perse del tutto questa prerogativa. La torre è inglobata nelle strutture murarie della chiesa di Sant'Orsola, com'è chiaramente visibile dallo slargo di Largo Impallaria. Da quest'ultimo, infatti, la struttura della torre si staglia in tutta la sua imponenza rispetto a quelle successive del luogo di culto che l'ha enucleata. Nell'area adibita a catacomba, sita nella parte inferiore della chiesa è murata la seguente epigrafe: "FABRICA ANTICA DELLA TORRE DETTA SACCARI IN TEMPO DI IMERA", lo scritto, ovviamente, adduce alla fulgida memoria storica dell'antica città Imerese. Ovviamente essa è priva di ogni fondamento scientifico essendo frutto di erudizione da parte di qualche studioso, forse del Settecento, che tentava di riportare l'origine del manufatto ai tempi di Himera. Unico retaggio della torre, fin dal Quattrocento, rimase la denominazione della contrada e del quartiere "turris saccariorum", che è sopravvissuto anche nella toponomastica locale: via torre dei Saccàri. La torre assieme alla chiesa e al quartiere meriterebbero un piano di rilancio turistico, che potrebbe fungere da volano per la riqualificazione di questo settore così interessante della città di Termini Imerese e che meriterebbe di essere conosciuto e apprezzato dal pubblico estimatore. Si ringrazia per la foto il sig. Francesco La Mantia