G. Lapunzina, disastrosa la gestione privata delle risorse idriche nel palermitano

La decisione con cui il Tribunale Fallimentare di Palermo ha giudicato non ammissibile la proposta di Concordato preventivo presentata da Acque Potabili Siciliane, decreta, nella nostra Provincia, il fallimento della gestione privata delle risorse idriche, capace di accumulare, in un biennio, debiti per oltre cinquanta milioni di euro, mentre risultano aumentate a dismisura le tariffe per gli utenti, nell′assenza di investimenti sulle reti.

Una rotta sbagliata che occorre subito invertire, evitando che scelte così dannose possano ripetersi.

Il quesito referendario con cui si chiede di abrogare la norma che impone la privatizzazione di tutti i servizi pubblici a rilevanza economica, e tra questi la gestione delle risorse idriche, è un′occasione irrinunciabile per chi, pur ritenendo importante l′intervento del privato nella gestione dei servizi, rifiuta una logica perversa che obbliga gli enti pubblici a cedere fondamentali funzioni nelle mani di quei privati che , non di rado, si rivelano assai più incapaci del pubblico.

Gaetano Lapunzina
Consigliere provinciale